Laser Terapia

Le caratteristiche principali del laser sono determinate dalla sua lunghezza d’onda e dalla potenza; queste possono essere usate per creare un tipo di energia più “aggressivo”, quello necessario per la chirurgia. Il laser utilizzato in chirurgia interagisce con i tessuti attraverso un processo di riscaldamento. Esso consiste infatti in un raggio ad anidride carbonica che permette la focalizzazione di molta energia in un unico punto che agisce sul contenuto d’acqua delle cellule aumentandone la temperatura fino alla loro vaporizzazione. Ne consegue un’interruzione della continuità del tessuto composto da queste cellule. Questa è esattamente l’attività che un chirurgo esercita con un bisturi.

Ferita da morso di un altro cane

Laserterapia, 10 giorni dopo

Laserterapia, 1 mese dopo

La potenza del raggio laser inoltre (sia esso terapeutico o chirurgico) è più alta al centro del raggio stesso e decade verso la periferia. Questo spiega perché i laser chirurgici hanno effetti terapeutici anche alla periferia del loro fascio principale.
Il processo genera perciò effettivamente una distruzione del tessuto, ma le conseguenze sono sensibilmente inferiori a quelle provocate da altre manovre chirurgiche. Per questo motivo la cicatrizzazione avviene in tempi più brevi e il decorso post-operatorio è quindi, nella maggioranza dei casi, decisamente più agevole rispetto a quello di interventi eseguiti con altre tecniche. In questo risiede inoltre la spiegazione del minor dolore ed infiammazione caratteristici degli interventi chirurgici effettuati con il laser rispetto alla chirurgia convenzionale.