Epilessia

L’epilessia è una condizione caratterizzata da crisi convulsive ricorrenti. Per tale motivo sono stati di volta in volta proposti altri termini (attacco, crisi, accesso, convulsione, ictus) al fine di meglio definire e caratterizzare questa condizione patologica, senza che tuttavia nessuno di questi sia riuscito nello scopo.
L’epilessia può essere primaria o idiopatica, quando consiste in una disposizione intrinseca del cervello alle convulsioni senza che intervenga alcuna causa nota, oppure secondaria (sintomatica), quando invece è individuabile una causa interna o esterna al cervello.
La manifestazione clinica più frequente nel cane e nel gatto è una crisi motoria parziale o generalizzata, della durata di 1-2 minuti, nella quale sono spesso coinvolti anche fenomeni sensoriali e comportamentali.
Quando si tratta effettivamente di un’epilessia primaria o idiopatica, è possibile spesso controllarla con una somministrazione quotidiana di uno o più farmaci. Tuttavia per diagnosticare un animale colpito da epilessia occorre prima escludere tutte le altre cause che possono provocare crisi convulsive.
Il proprietario del paziente deve descrivere nei massimi dettagli l’ambiente in cui vive l’animale, le sue abitudini alimentari e qualsiasi evento anomalo nel periodo precedente alla crisi. Molte sostanze chimiche, farmaci compresi, possono dare origine ad una crisi convulsiva così come un trauma, o un evento che causi all’animale una forte emozione.
Qualsiasi cane o gatto che presenti una crisi convulsiva deve essere sottoposto ad alcuni esami del sangue, ecografia addominale (non sempre necessaria), esame cardiologico ed esame di diagnostica per immagini avanzata (TC, Risonanza magnetica) sull’encefalo. Solo se non si identificano altri motivi, la diagnosi può essere di epilessia primaria. Due o più crisi convulsive che si verificano nelle 24 ore si definiscono crisi “a grappolo”, mentre si parla di “stato epilettico” quando si manifestano crisi convulsive ripetute, che perdurano per 30 minuti o più, in maniera continuativa o separate da brevi intervalli di tempo durante i quali l’animale appare tranquillo senza tuttavia riuscire a ritornare ad uno stato di coscienza.
Nei limiti del possibile, è importante raccogliere informazione sui genitori, fratelli e sorelle del paziente epilettico in quanto, negli animali di razza, questa malattia può essere presente su una base genetica.

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