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	<title>Ospedale Veterinario San Michele</title>
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	<description>Via I Maggio 37, Tavazzano con Villavesco (LO) - Tel. 0371 760479 - P.Iva 04628990964</description>
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		<title>Storia di una cerva</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 21:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle fiabe di Walt Disney, Bambi rimane da solo in mezzo ad un ambiente ostile, in balia di mille pericoli, minacciato e perseguitato, ma tra tante difficoltà, alla fine, riesce a salvarsi e la storia, come sempre, nelle fiabe di zio Walt, finisce bene. Questa che vi raccontiamo non è una fiaba, è una storia [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle fiabe di Walt Disney, Bambi rimane da solo in mezzo ad un ambiente ostile, in balia di mille pericoli, minacciato e perseguitato, ma tra tante difficoltà, alla fine, riesce a salvarsi e la storia, come sempre, nelle fiabe di zio Walt, finisce bene.</p>
<p>Questa che vi raccontiamo non è una fiaba, è una storia vera, molto più breve e cruenta rispetto a quella dei cartoni animati.</p>
<p>La nostra Bambi, Aurora, mentre aspettava la sua mamma in mezzo ad un campo coltivato, improvvisamente si è trovata di fronte ad un mezzo agricolo enorme e mentre la mamma riusciva a scappare la piccola veniva falciata prima ancora di poter capire cosa stava succedendo. Le lesioni riportate sono subito risultate importanti. Una delle zampe posteriori era rimasta a terra, tranciata di netto, mentre l&#8217;altra era stata tagliata a 15 centimetri dal piede, lasciando quest&#8217;ultimo attaccato solo attraverso brandelli di pelle e qualche vaso sanguigno.</p>
<p>Così a nemmeno un mese di vita, la piccola è rimasta sola e senza speranza, con le zampe anteriori sane, ma gravemente ferita e dolente agli arti posteriori.</p>
<p>Ma ecco che la storia cambia.</p>
<p>Alcune persone di buon cuore, scoprendo tanto scempio, hanno prontamente chiamato i volontari del CRAS di Monte Adone, i quali, dopo aver recuperato la piccola Aurora e approntato le prime cure, la trasferivano presso il nostro ospedale.</p>
<p>Il salvataggio è riuscito, ma il danno rimane apparentemente non compatibile con la vita di un animale selvatico abituato a correre nei boschi&#8230;</p>
<div id="attachment_1808" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1808" title="La cerva Aurora - Giugno 2011" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2012/07/Cerva_Aurora_Offer_Zeira.jpg" alt="" width="500" height="333" /><p class="wp-caption-text">La cerva Aurora &#8211; Giugno 2011</p></div>
<p>Ormai è passato più di un anno e la piccola Aurora è diventata una bellissima cerva; grazie ad una protesi provvisoria, oggi vive dignitosamente in uno spazioso recinto al Centro di Monte Adone, in compagnia di un cervo maschio, Filippo che è cresciuto con lei.</p>
<p>La voglia di vivere di questo splendido animale traspare nei suoi grandi occhi lucidi e la speranza di poterle restituire la capacita di camminare con due protesi permanenti sta diventando una realtà.</p>
<p>Insieme ad un gruppo di esperti, infatti, abbiamo progettato due protesi per le zampe lese.</p>
<p>Ovviamente con tutta la buona volontà di chi produce questo materiale, i costi sono molto elevati.</p>
<p>Per lei diventa indispensabile un aiuto in più.</p>
<p>L&#8217;Ospedale San Michele, nella persona del Dott. Zeira, farà fronte alle spese chirurgiche, mentre per le protesi (circa 4000 euro) è necessario chiedere l&#8217;aiuto a chiunque se la sentisse di darci una mano a realizzare questo grande sogno, amanti degli animali o solo grandi sognatori.</p>
<p>La strada verso la guarigione è ancora lunga, ma lasciarla in queste condizioni non è possibile perché non le permetterebbe di condurre una vita compatibile con le sue esigenze.</p>
<p>Siamo consapevoli che non potrà più essere liberata in natura, ma almeno potrà vivere dignitosamente in un&#8217;area protetta insieme al suo compagno.</p>
<p>La voglia di vedere Aurora correre insieme a Filippo è grande, aiutaci anche tu !!!!!</p>
<div id="attachment_1807" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1807" title="La cerva Aurora - Giugno 2012" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2012/07/Cerva_Aurora.jpg" alt="" width="500" height="430" /><p class="wp-caption-text">La cerva Aurora &#8211; Giugno 2012</p></div>
<p>Per le offerte i sostenitori possono utilizzare Paypal specificando la causale CRAS – PROGETTO PROTESI CERVA &#8211; il link diretto sul sito del CRAS: <a class="altri_link" href="http://www.centrotutelafauna.org/come_aiutarci.htm">http://www.centrotutelafauna.org/come_aiutarci.htm</a></p>
<p>Oppure con bonifico bancario specificando la causale: </p>
<p><b>c/c n. 299/8 CARISBO &#8211; Ag. Sterlino &#8211; Bologna<br />
ABI 06385 CAB 02494<br />
IBAN: IT 30 D063 8502 4940 7400 000299K</b></p>
<p>Grazie di cuore a tutti</p>
<p>I medici dell&#8217;Ospedale Veterinario San Michele e i volontari del Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica &#8211; Monte Adone.</p>
<p style="text-align: center;">
<iframe width="480" height="270" src="http://www.youtube.com/embed/scVkVBIiKzQ?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe>
</p>
<p>&#8220;Al risveglio dall’anestesia era davvero tenerissima, si osservava perplessa le zampe posteriori forse non comprendendo davvero cosa fosse accaduto.</p>
<p>Questa cerva è un animale davvero speciale; ogni animale lo è, ma lei in particolare, nonostante le gravi ferite riportate ha dimostrato in questo anno trascorso qui con noi tantissima tenacia e pazienza. Non tutti gli animali selvatici accetterebbero ciò che ha accettato lei. Ha sempre avuto un carattere dolcissimo&#8230; in tutti questi mesi le abbiamo dovuto fare tantissime terapie, diversi interventi, cure particolari e medicazioni molto frequenti. Nonostante ciò abbiamo sempre cercato di non abituarla troppo alla nostra presenza e abbiamo voluto che mantenesse la sua natura selvatica.&#8221;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Centro Tutela Fauna Monte Adone</em></p>
<p><div id="attachment_1874" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2012/07/Aurora_protesi_1.jpg" alt="" title="Aurora con le sue nuove protesi accanto al compagno Filippo" width="500" height="335" class="size-full wp-image-1874" /><p class="wp-caption-text">Aurora con le sue nuove protesi accanto al compagno Filippo</p></div><br />
<div id="attachment_1875" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2012/07/Aurora_protesi_2.jpg" alt="" title="Aurora con le nuove protesi e il suo compagno Filippo" width="500" height="373" class="size-full wp-image-1875" /><p class="wp-caption-text">Aurora con le nuove protesi e il suo compagno Filippo</p></div></p>
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		<title>Il lupo Navarre</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 22:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 9 gennaio 2012, alle 13.30, è giunta al Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone, una richiesta di intervento, da parte della Polizia Provinciale di Montorio (BO), per soccorrere un lupo ferito nel comune di Camugnano (BO). L&#8217;intervento è stato effettuato in fattiva collaborazione con la Polizia Provinciale stessa nell&#8217;ambito [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="510" height="289" src="http://www.youtube.com/embed/oc_4NteT9rQ?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Lunedì 9 gennaio 2012, alle 13.30, è giunta al Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica di Monte Adone, una richiesta di intervento, da parte della Polizia Provinciale di Montorio (BO), per soccorrere un lupo ferito nel comune di Camugnano (BO).<br />
L&#8217;intervento è stato effettuato in fattiva collaborazione con la Polizia Provinciale stessa nell&#8217;ambito di una solida storia di cooperazione.<br />
Immediatamente quattro operatori del Centro (Rudi Berti, Elisa Berti, Gaia Ferrara, Lara Vassena) insieme alla responsabile sanitaria, il medico veterinario, Dott.ssa Marzia Naldi, sono partiti verso la località della segnalazione con due mezzi e tutta l’attrezzatura necessaria (gabbia di contenimento, barella, ossigeno, fucile anestetico, kit primo soccorso, ecc..); nel frattempo è stato contattato anche il medico veterinario di Porretta Terme, il Dott. Alberto Tovoli che trovandosi vicino al luogo della segnalazione, si è immediatamente recato sul posto dove ha atteso l’arrivo degli operatori del Centro insieme alla Polizia Provinciale e al cittadino che ha segnalato l’animale.<br />
Percorsi oltre 60 km sulle nostre colline, i mezzi del Centro sono giunti sul posto: il lupo, un maschio adulto, si trovava nelle gelide acque del fiume Limentra, in prossimità della riva. L’animale evidentemente sotto shock e in stato di grave denutrizione, dopo aver guadato più volte il fiume, era chiaramente assiderato e mostrava una paresi degli arti posteriori.</p>
<div id="attachment_1668" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2012/02/Il-lupo_Navarre_nel_fiume.jpg" alt="" title="Il lupo Navarre nelle gelide acque del fiume Limentra" width="500" height="333" class="size-full wp-image-1668" /><p class="wp-caption-text">Il lupo Navarre nelle gelide acque del fiume Limentra</p></div>
<p>Dopo un’attenta analisi della situazione e valutati, insieme ai veterinari, i rischi connessi alle condizioni dell’animale, Rudi Berti, Direttore del Centro, ha sedato il lupo utilizzando il fucile narcotizzante. Dopo essere stato colpito alla spalla, unica parte del corpo fuori dall’acqua, oltre alla testa, il lupo ha iniziato a nuotare portandosi al centro del fiume, proprio dove la corrente era più forte. Le operatrici del Centro, senza mai perdere di vista l’animale, hanno iniziato a correre lungo l’accidentato argine del fiume, pronte ad intervenire per recuperare il lupo che, con l’effetto del sedativo, stava progressivamente perdendo conoscenza.<br />
Trovato il varco per accedere al fiume, Elisa Berti, seguita dalle volontarie, si è gettata in acqua riuscendo ad afferrarlo; nonostante le notevoli difficoltà dovute alla corrente e al fondo estremamente scivoloso, le tre operatrici del Centro sono riuscite a portare il lupo a riva.</p>
<div id="attachment_1667" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2012/02/Il_lupo_Navarre_recuperato_fiume.jpg" alt="" title="Elisa Berti e le volontarie che recuperano il lupo Navarre nel fiume Limentra" width="500" height="333" class="size-full wp-image-1667" /><p class="wp-caption-text">Elisa Berti e le volontarie che recuperano il lupo Navarre nel fiume Limentra</p></div>
<p>Non appena messo in sicurezza l’animale, i veterinari e gli operatori del Centro si sono subito resi conto che le sue condizioni erano estremamente critiche, hanno accertato, infatti, che l’animale era in arresto cardio-respiratorio. Senza indugiare il Dott. Tovoli ed Elisa Berti hanno iniziato il massaggio cardiaco e la respirazione &#8220;bocca–bocca&#8221;.</p>
<div id="attachment_1665" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2012/02/Il_lupo_Navarre_massaggio_cardiaco.jpg" alt="" title="Il lupo Navarre che viene rianimato con il massaggio cardiaco" width="500" height="333" class="size-full wp-image-1665" /><p class="wp-caption-text">Il lupo Navarre che viene rianimato con il massaggio cardiaco</p></div>
<p>Dopo essere trascorsi diversi minuti dall’inizio della rianimazione, davanti all’incredulità e alla commozione di tutti, il lupo ha ripreso la regolare attività cardiaca e respiratoria. Caricato sulla barella è stato quindi tenuto sotto ossigeno durante tutto il trasferimento.</p>
<div id="attachment_1664" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2012/02/Il_lupo_Navarre_dopo_rianimazione.jpg" alt="" title="Il lupo Navarre sulla barella dopo la rianimazione" width="500" height="333" class="size-full wp-image-1664" /><p class="wp-caption-text">Il lupo Navarre sulla barella dopo la rianimazione</p></div>
<p>Poiché il luogo del recupero distava circa un’ora di strada dal Centro, lo staff ha ritenuto opportuno chiedere al sign. Maestrini, colui che ha segnalato l’animale alla Polizia Provinciale, di essere ospitato presso la sua proprietà per poter stabilizzare il lupo, asciugarlo e scaldarlo prima del viaggio.<br />
Il Sig. Maestrini si è dimostrato molto gentile, premuroso e contento di collaborare, mettendo a disposizione di tutto lo staff un ambiente caldo dove il lupo è stato sistemato davanti al camino, insieme alle volontarie che si erano immerse nel fiume e alle quali ha fornito anche indumenti asciutti. Trascorse alcune ore, il lupo, che era tenuto costantemente in flebo, seppur ancora in stato di ipotermia, ha ripreso lentamente conoscenza e insieme a lui tutti hanno riacquistato il sorriso.</p>
<p>Le prime giornate sono state cruciali per le condizioni dell’animale e si è reso necessario tenerlo in terapia intensiva monitorandolo giorno e notte. Sono state fatte molte indagini diagnostiche e di laboratorio che hanno immediatamente evidenziato diverse problematiche.<br />
L’animale al momento del suo arrivo al Centro era vigile e abbastanza reattivo, ma in un estremo stato di dimagrimento, disidratazione e mostrava una paraparesi agli arti posteriori; presentava inoltre un’estesa e diffusa dermatite con ampie zone prive di pelo, probabilmente causata da una rogna.<br />
Le analisi ematiche hanno evidenziato inizialmente un’infezione in corso e una evidente sofferenza epatica; le indagini radiografiche hanno mostrato la presenza di circa 35 pallini di piombo di 4mm distribuiti su tutto il corpo e non mostravano alcuna frattura ossea. L’animale è stato colpito, probabilmente parecchio tempo prima, da diversi colpi d’arma da fuoco che fortunatamente non hanno causato nessuna lesione importante.
<p />
<div id="attachment_1672" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2012/02/radiografia_lupo_Navarre2.jpg" alt="" title="Una radiografia del lupo Navarre" width="500" height="333" class="size-full wp-image-1672" /><p class="wp-caption-text">Una radiografia del lupo Navarre</p></div>
<p>Poiché dalle diverse indagini non era ancora chiara la causa della paresi alle zampe posteriori, si è deciso di fare ulteriori accertamenti. Con l’autorizzazione delle autorità competenti, il giorno 12 gennaio lo staff del Centro, accompagnato dal medico veterinario Dott. Giulio Masiello, ha trasferito con la propria ambulanza, il lupo presso l’Ospedale Veterinario San Michele di Tavazzano con Villavesco (LO) dove il Dott. Offer Zeira, il neurologo che da anni collabora con il Centro, ha ritenuto opportuno sottoporlo ad una risonanza magnetica e diversi altri esami.</p>
<div id="attachment_1666" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2012/02/Il_lupo_Navarre_Ospedale.jpg" alt="" title="Il lupo Navarre che viene trasportato in Ospedale" width="500" height="333" class="size-full wp-image-1666" /><p class="wp-caption-text">Il lupo Navarre che viene trasportato in Ospedale</p></div>
<p>Il Dott. Zeira e tutto il suo efficientissimo staff, come sempre si sono dedicati a questo incredibile animale con professionalità e dedizione riuscendo a fare una precisa diagnosi della patologia del lupo.<br />
Dalla risonanza magnetica si è evidenziata, infatti, la presenza di una disco spondilite tra la 4° e la 5° vertebra toracica, ovvero una forma infiammatoria-infettiva che ha colpito il disco intervertebrale e i tessuti circostanti; questa ha determinato una compressione del midollo spinale che è la causa della paraparesi degli arti posteriori.</p>
<div id="attachment_1671" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2012/02/radiografia_lupo_Navarre.jpg" alt="" title="Una radiografia del lupo Navarre" width="500" height="333" class="size-full wp-image-1671" /><p class="wp-caption-text">Una radiografia del lupo Navarre</p></div>
<p>Il Dott. Zeira ha immediatamente impostato una terapia e l’animale è stato riportato al Centro. La patologia diagnosticata richiederà un tempo di degenza durante la quale sarà fondamentale il riposo dell’animale attenendosi ad un preciso protocollo terapeutico. In affiancamento a quest’ultimo, come prassi al Centro vengono utilizzate diverse terapie omeopatiche e omotossicologiche.<br />
E’ stata fatta anche un’attenta indagine cardiologica dalla Dott.ssa Christine Castellitto, nota cardiologa bolognese che da tempo collabora con il Centro.<br />
Per iniziare la delicata fase del recupero l’animale viene settimanalmente trattato dal Dott. Renato Magliulo con l’ozonoterapia e dalla Dott.ssa Donatella Zambelli con l’agopuntura.<br />
Parallelamente alle cure è stato portato un campione di sangue al laboratorio di genetica dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) dove verranno eseguite tutte le indagini genetiche del caso.<br />
Le analisi ematiche effettuate dalla Dott.ssa Naldi e ripetute con frequenza per tenere monitorato le delicate condizioni dell’animale, hanno dimostrato un progressivo miglioramento di tutti i parametri.<br />
Il pieno recupero del lupo Navarre richiederà un preciso programma di riabilitazione; dalla data del suo arrivo, la sua gestione ha richiesto un impegno costante 24 ore su 24.<br />
Pur non perdendo la fierezza e la riservatezza che contraddistinguono la specie, Navarre accetta con pazienza di essere curato, dimostrando giorno dopo giorno una forte tempra e una crescente voglia di vivere.</p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td>
<div id="attachment_1670" class="wp-caption aligncenter" style="width: 242px"><img src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2012/02/Navarre2.jpg" alt="" title="Navarre dopo il recupero" width="232" height="155" class="size-full wp-image-1670" /><p class="wp-caption-text">Navarre dopo il recupero</p></div>
</td>
<td>
<div id="attachment_1669" class="wp-caption aligncenter" style="width: 242px"><img src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2012/02/Navarre1.jpg" alt="" title="Il lupo Navarre" width="232" height="155" class="size-full wp-image-1669" /><p class="wp-caption-text">Il lupo Navarre</p></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>In collaborazione con le autorità competenti e con le figure scientifiche di riferimento, il Centro ha l’ambizioso obiettivo di riportare Navarre in natura.</p>
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		<title>Igor</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 11:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Igor è una delle tigri del Centro di ricerca e di recupero della fauna esotica e selvatica di Monte Adone. In questi centri arrivano animali orfani, abbandonati o sequestrati. Qualche giorno fa, all’improvviso, Igor è stato male. Inspiegabilmente presentava uno stato di depressione, le sue condizioni andavano deteriorandosi di ora in ora fino ad uno [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Igor è una delle tigri del <a target="_blank" class="altri_link" href="http://www.centrotutelafauna.org/">Centro di ricerca e di recupero della fauna esotica e selvatica di Monte Adone</a>. In questi centri arrivano animali orfani, abbandonati o sequestrati.</p>
<p>Qualche giorno fa, all’improvviso, Igor è stato male. Inspiegabilmente presentava uno stato di depressione, le sue condizioni andavano deteriorandosi di ora in ora fino ad uno stato quasi comatoso. Il personale del Centro, ben addestrato, ad un primo controllo trovarono una temperatura corporea molto bassa e difficoltà a respirare.</p>
<div id="attachment_1466" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1466" title="Igor privo di sensi con una coperta termica" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/06/igor_privo_sensi.jpg" alt="" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Igor privo di sensi con una coperta termica</p></div>
<p>Era un venerdì nel tardo pomeriggio. Il fine settimana e specialmente la notte sono spesso i nemici più pericolosi per gli animali in difficoltà. Senza perdere tempo la tigre, caricata sull’ambulanza per animali, partiva verso il nostro Ospedale. Come succede con le persone trasportate con le ambulanze del 118, anche con Igor, il personale che lo accompagnava in viaggio, era in contatto telefonico con i medici dell’Ospedale, descrivendo momento per momento l’evoluzione delle sue condizioni.</p>
<p>Nel frattempo veniva preparato tutto il necessario per accogliere un paziente così particolare. Attrezzatura per la rianimazione, laboratorio, diagnostica per immagini e per fino una sala operatoria erano stati organizzati per Igor. In quel momento non avevamo la più pallida idea cosa poteva causare in una tigre sana (almeno apparentemente), una rapida perdita di coscienza. Dopo un attesa che sembrava un&#8217;eternità, l’ambulanza arivò. Igor fu sistemato su una grande barella e portato da sei persone all’interno dell’Ospedale. Una tigre adulta può pesare 200kg, a volte anche di più, quindi spostarle prive di sensi è sempre un compito non facile (quando sono coscienti non ci si prova neppure&#8230;).</p>
<div id="attachment_1470" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><img class="size-full wp-image-1470" title="Igor trasportato in Ospedale" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/06/trasporto_igor.jpg" alt="" width="375" height="500" /><p class="wp-caption-text">Igor trasportato in Ospedale</p></div>
<p>Non eravamo abituati a vedere i grossi felini in queste condizioni (almeno che sono sotto anestesia generale). Igor, in quel momento, non era sotto l’effetto di alcun farmaco. Era una tigre maestosa priva di sensi e innocua come un gattino neonato. Spettacolo impressionante ma non c’era tempo per questo tipo di ragionamenti.</p>
<div id="attachment_1467" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1467" title="Igor ricoverato in Ospedale in stato comatoso" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/06/igor_ricoverato.jpg" alt="" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Igor ricoverato in Ospedale in stato comatoso</p></div>
<p>Le condizioni generali di Igor erano stabili. La visita neurologica, molto sommaria in queste condizioni, aveva rivelato l’esistenza di alcuni riflessi e la mancanza di altri, localizzando la lesione a livello encefalico. Le cause più probabili di uno stato del genere potevano essere fondamentalmente due: ictus oppure una grave intossicazione. Decidemmo di sottoporre Igor ad alcuni esami diagnostici. Prima fu eseguita una radiografia al torace e poi un esame di risonanza magnetica al cervello. Le sue condizioni garantivano l’immobilità necessaria per effettuare questo tipo di esame (di solito l’anestesia generale d’obbligo). Il grande gatto fu quindi posizionato sul letto della risonanza e l’esame eseguito.</p>
<div id="attachment_1468" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><img class="size-full wp-image-1468" title="Igor sottoposto ad una radiografia" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/06/radiografia_igor.jpg" alt="" width="375" height="500" /><p class="wp-caption-text">Igor sottoposto ad una radiografia</p></div>
<div id="attachment_1469" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1469" title="Igor sottoposto ad una risonanza magnetica" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/06/risonanza_magnetica_igor.jpg" alt="" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Igor sottoposto ad una risonanza magnetica</p></div>
<p>Una volta finito l’indagine eravamo in grado di escludere la prima ipotesi, Igor non soffriva da un’emorragia o da un’ischemia. Il suo cervello appariva perfettamente normale. Per escludere altre patologie abbiamo prelevato, mediante un ago particolare, un campione del suo liquido cefalorachidiano (il liquido che avvolge il cervello e il midollo spinale), il quale è stato subito analizzato, ma risultato anch’esso normale.</p>
<div id="attachment_1465" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1465" title="Prelievo del liquido cefalorachidiano" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/06/Esame-liquido-cefalorachidiano-igor.jpg" alt="" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Prelievo del liquido cefalorachidiano</p></div>
<p>Rimasta l’ipotesi d’intossicazione acuta, Igor fu sottoposto ad alcuni prelievi specifici per la coltura batterica e l’identificazione di alcune tossine. Questi esami richiedono qualche giorno, nel frattempo la tigre venne collegata a tre flebo per la somministrazione endovenosa di liquidi, antibiotici e farmaci disintossicanti.</p>
<p>Per tutta la notte le condizioni di Igor rimasero piuttosto stabili, ma rimaneva ancora privo di sensi.    Verso mezzogiorno la tigre ha iniziato a reagire ad alcuni stimoli. Questo sviluppo ci rese felici ma la prudenza è obbligatoria in queste circostanze e decidemmo di posizionare il gattone nella gabbia con la quale è stato trasportato da noi. Nelle ore successive Igor riprese, molto lentamente, un po’ di movimenti autonomi. A questo punto la gabbia con il grande felino fu caricata sull’ambulanza e il paziente riportato a casa.</p>
<p>Dopo due giorni Igor era cosciente e reattivo anche se incapace di stare in piedi e di reagire come una tigre normale. Rimaneva limitato nello spazio della gabbia per poter eseguire le terapie di cui aveva bisogno.</p>
<p style="text-align: center;">
<iframe width="500" height="314" src="http://www.youtube.com/embed/7ZSHBeyCv1g?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Igor ricoverato nella sua gabbia</span></p>
<p>Passarono altri due giorni e Igor sembrava ormai capace di stare in piedi, mangiare e bere quasi come una tigre normale.</p>
<p>Al pomeriggio del quinto giorno Igor venne liberato in un recinto molto più grande. Il suo primo desiderio fu quello di un bel bagno e così fece.</p>
<p style="text-align: center;">
<iframe width="500" height="314" src="http://www.youtube.com/embed/Mv2mS0ABx2w?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Igor riprende le sue abitudini</span></p>
<p>Due settimane dopo sono arrivati gli esiti degli esami. Igor è stato colpito da un’intossicazione alimentare. Ha probabilmente mangiato un vecchio pezzo di carne, nascosto diversi giorni prima, inquinato da batteri chiamati Clostridi. Questi batteri sviluppano diverse tossine, alcune di queste arrivano al cervello e sono capaci, in tempo molto breve, a bloccare diverse funzioni vitali.</p>
<p>Igor ha rischiato di morire, probabilmente qualche ora di ritardo nel suo trasporto o delle sue terapie sarebbero stati per lui fatali. Ad oggi il grande gatto dimostra di essere ormai in perfetta salute, facendo, senza tregua, la corte a una sua compagna.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Dott. Offer Zeira</em></p>
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		<title>Milla</title>
		<link>http://www.ospedalesanmichele.it/milla.html</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 19:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia di Milla inizia, come molti altri casi simili, con una segnalazione da parte di una volontaria del canile di Palermo. Racconta di una cagna, pastore tedesco, molto giovane, forse di 8-9 mesi, trovata a febbraio 2011, forse investita e abbandonata. Paralizzata al treno posteriore, non riesce a usare bene neanche le zampe anteriori, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La storia di Milla inizia, come molti altri casi simili, con<br />
una segnalazione da parte di una volontaria del canile di Palermo. Racconta di<br />
una cagna, pastore tedesco, molto giovane, forse di 8-9 mesi, trovata a<br />
febbraio 2011, forse investita e abbandonata. Paralizzata al treno posteriore,<br />
non riesce a usare bene neanche le zampe anteriori, presenta profonde piaghe da<br />
decubito ed è in pessime condizioni generali.</p>
<div id="attachment_1444" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1444" title="Milla in canile" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/06/milla_paralizzata.jpg" alt="" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Milla in canile</p></div>
<p>La segnalazione viene accolta da persone sensibili a questa tipologia di storie. Persone che aiutano gli animali quasi come primo mestiere. Milla viene ritirata dal canile, caricata su un aereo ed inviata all&#8217;aeroporto di Linate. Un volontario la ritira dall’aeroporto milanese e la porta all’Ospedale Veterinario San Michele di Tavazzano con Villavesco (LO).</p>
<p>Milla viene visitata e sottoposta ad un esame di risonanza magnetica. La diagnosi è di una grave compressione del midollo spinale a livelle cervicale, dovuta ad una crescita anomala dell’osso fra la settima vertebra cervicale e la prima toracica. L’unica possibilità di risolvere il problema è mediante un intervento chirurgico, nel quale tutto l’osso esuberante dovrà essere asportato. Vista la posizione, la gravità della compressione e la natura del tessuto da asportare, l’intervento è considerato difficile e delicato.</p>
<p style="text-align: center;">
<iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/Mhd2oQkgmQs?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Il dr. Offer Zeira esegue una visita neurologica a Milla</span></p>
<p>Due giorni dopo Milla viene operata. L’intervento viene definito tecnicamente riuscito. Nel gergo dei medici questo vuol dire, la cagna è viva, ho fatto tutto quello che ho potuto, non garantisco alcun risultato.<br />
Ma Milla, non ha smesso di sorprenderci e dopo pochi giorni ha ripreso la sua eterna voglia di giocare con gli altri cani.</p>
<p>Poco dopo la cagna è stata messa su un carrello in modo di curare meglio le profonde piaghe da decubito a livello delle anche.</p>
<div id="attachment_1443" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1443" title="Milla sul carrello" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/06/milla_carrellino.jpg" alt="" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Milla sul carrello</p></div>
<p>In seguito Milla ha iniziato un percorso di fisioterapia intensa presso la Clinica Veterinaria Via Emilia. Inizialmente erano tempi duri, il collo era ancora molto rigido, le piaghe stentavano a chiudersi e tanto per complicare la vita, è arrivato il primo calore.</p>
<p>I giorni passavano e Milla migliorava velocemente. Nel frattempo ha fatto molte amicizie con altri cani in condizioni simili, sottoposti anche loro alla riabilitazione.</p>
<p>Tutto il mese di Aprile e la prima settimana di Maggio sono passati. Finalmente una settima fa è arrivata la notizia &#8211; Milla sta finendo la fisioterapia, è ora di trovare una soluzione. Ovviamente nessuno aveva intenzione di rimandare Milla al mittente. Bisognava trovare un’adozione dignitosa per lei. Tutti i tentativi precedenti sono falliti. Molte persone che hanno sentito la sua storia si sono commosse, ma nessuno alla fine l’ha adottata. </p>
<p>Eravamo tutti stressati, ormai Milla camminava da sola quasi normalmente e dopo una ripresa del genere sarebbe stato veramente inaccettabile rimandarla in canile.</p>
<p>Alla fine ho deciso di adottarla personalmente. Ho fantasticato su questa idea molto tempo prima, ma avendo altri sei cani mi rendevo conto che, per una cagna penalizzata dal punto di vista motorio, la sua vita a casa mia poteva essere complicata. Invece, rendendomi conto del suo recupero così brillante, ritenevo che le sue condizioni fossero compatibili con tale decisione.</p>
<p>Arrivato il finesettimana, Milla, dopo aver salutato tutti i suoi amici della fisioterapia, è stata caricata in macchina e portata a casa mia.</p>
<p>Abituare un cane al suo nuovo posto richiede diverse ore, a volte anche giorni, se in quel ambiente ci sono altri animali. Milla, invece, ha avuto bisogno di 20 minuti. Sorprendentemente, con il suo modo di fare è riuscita a conquistare tutti. Perfino il vecchio Poldo, maaremmano di quasi 15 anni, sembrava ringiovanito, accompagnandola in tutto il giardino a testa sollevata, le orecchie piegate indietro, cercando di scambiare due versi. E lei… si girava con eleganza evitandolo. Che spettacolo!</p>
<p style="text-align: center;">
<iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/G4lK7gxcx5E?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Milla adottata da una nuova famiglia</span></p>
<p>Ma l’amicizia più incredibile l’ha fatta con mia figlia. Vederle insieme è veramente un motivo di grande tenerezza perche, in fondo, era proprio la cucciola umana a dare il nome Milla alla cuciola di cane, quando quest’ultima era arrivata. Perché Milla? le ho chiesto. Perché è dolce come la camomilla che bevo ogni sera, mi ha risposto.</p>
<div id="attachment_1442" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/06/Milla.jpg" alt="" title="Milla con mia figlia" width="500" height="375" class="size-full wp-image-1442" /><p class="wp-caption-text">Milla con mia figlia</p></div>
<p style="text-align: right;"><em>Dott. Offer Zeira</em></p>
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		<title>Nu</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 19:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è la storia di un animale di nessuno. Trovato sull’asfalto in una notte fredda. Sembrava cadavere ma non lo era. Uno come tanti lungo le strade di campagna. Per quest’animale, odiato e temuto da tutti, nessuno versa una lacrima. Molti cacciatori gli sparano per divertimento, altri per lavoro (la provincia paga per ogni coda [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è la storia di un animale di nessuno. Trovato sull’asfalto in una notte fredda. Sembrava cadavere ma non lo era. Uno come tanti lungo le strade di campagna.</p>
<p>Per quest’animale, odiato e temuto da tutti, nessuno versa una lacrima. Molti cacciatori gli sparano per divertimento, altri per lavoro (la provincia paga per ogni coda consegnata). Nemico numero uno degli agricoltori perché scava e fa crollare i canali d’irrigazione.</p>
<div id="attachment_1420" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1420" title="Investita da un auto trovata quasi priva di sensi" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/05/nu.jpg" alt="" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Investita da un auto trovata quasi priva di sensi</p></div>
<p>In realtà le nutrie non hanno colpa. Vivevano tranquille in Sud America finché l’uomo ha deciso di importarle in Italia per fare allevamenti in quanto vengono usati per le pellicce. Un giorno gli allevamenti sono stati chiusi e molti animali sono stati liberati su un territorio non loro. Ma le nutrie si sono adattate alla pianura e il loro numero si è incrementato a dismisura. Come con altri animali, l’intervento irresponsabile dell’uomo ha squilibrato i meccanismi delicati e fragili della natura.</p>
<p>Il risultato si può notare ogni mattina sulle strade. Una strage di nutrie ai lati dell’asfalto. Così anche Nu. Ma lui per un destino strano è rimasto vivo. Solo perché quella notte è passato lì un veterinario che ha notato un leggero movimento di quella testa che inorridisce tanta gente.</p>
<p>Portato in Ospedale, Nu, così l’abbiamo chiamato, è stato sottoposto a tutti gli esami come qualsiasi animale di proprietà. L’investimento ha provocato la frattura delle zampe anteriori e la rottura della vescica. Se non veniva operato subito sarebbe morto entro poche ore. L’abbiamo operato.</p>
<div id="attachment_1419" class="wp-caption aligncenter" style="width: 369px"><img class="size-full wp-image-1419" title="Nu in sala operatoria" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/05/intervento_nu.jpg" alt="" width="349" height="500" /><p class="wp-caption-text">Nu in sala operatoria</p></div>
<p>Sistemata la vescica e le fratture, Nu ha ripreso lentamente. I primi giorni dopo l’intervento erano difficili, lui, essendo animale selvatico, non voleva mangiare e cercava di aggredirci in ogni occasione. Lo si teneva in due mentre una terza persona lo alimentava con la siringa.</p>
<div id="attachment_1421" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1421" title="Nu alimentata un po’ contro la sua volontà" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/05/nu_mangia.jpg" alt="" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Nu alimentata un po’ contro la sua volontà</p></div>
<p>Con il passare dei giorni Nu ha capito che da noi trovava solo tante coccole e tanto buon cibo da mangiare senza la fatica che era abituato a fare per mangiare in natura. Presto ha iniziato a mangiare le mele dalla nostra mano (le sue erano fasciate per le fratture). Le nutrie hanno denti enormi e bisogna stare attenti alle dita quando li si da mangiare.</p>
<div id="attachment_1418" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1418" title="I denti di Nu" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/05/denti_nu.jpg" alt="" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">I denti di Nu</p></div>
<p>Dopo qualche settimana Nu si è abituato a noi. Ci seguiva lungo il corridoio e quando ti fermavi si fermava anche lui, alzandosi il tronco di tanto in tanto a mo di canguro. Le zampe guarite e ormai senza fasciature, venivano usate come le mani di una persona, bastava allungarli una carota o una mela e lui la prendeva con tanta agilità fra le sue mani che sembravano le mani di una persona.</p>
<p style="text-align: center;">
<iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/f-dUsarpwko?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Nu finalmente mangia da solo</span></p>
<p>Questa è la fase pericolosa con qualsiasi animale selvatico. Lui si abitua a te e tu ti innamori di lui. La separazione diventa molto difficile e c’è il rischio di tenerlo con te. Ma non è giusto. Loro sono nati liberi e in libertà devono tornare. E’ arrivato il momento di liberare Nu. Eravamo molto tristi ma sapevamo che l’alternativa era peggio.</p>
<p>L’ultimo giorno era particolarmente difficile. Non li abbiamo dato da mangiare per lasciarlo leggermente affamato al momento della liberazione. Lui mi guardava deluso e se non avete mai visto una nutria delusa, non sapete la delusione com’é. Nu è stato portato, in un trasportino da gatto, alle sponde di un fiume con la vegetazione particolarmente fitta. L’ho portato quasi a livello dell&#8217; acqua, appoggiato il trasportino sull’erba e ho aperto la porta. Nu esitava per qualche secondo. Gli animali selvatici fanno sempre così in queste circostanze. Qualcuno gira la testa e ti fissa per un po’, strappandoti una lacrima. Poi partono, lentamente o velocemente, se ne vanno e tu torni a casa un po’ felice e un po’ triste.</p>
<p style="text-align: center;">
<iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/TjxBH5YvvRM?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Il dr. Offer Zeira libera la nutria Nu</span></p>
<p style="text-align: right;"><em>Dott. Offer Zeira</em></p>
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		<title>Ricky</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 20:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho tre cani meravigliosi, Giotto, Jackie e Ricky, l’ultimo è il mio vecchietto, 14 anni e mezzo e non sentirli…Ricky l’ho preso al canile, aveva già 11 anni ed era stato abbandonato.. Pur avendone già due e con mio marito che borbottava…non me la sono sentita di lasciarlo invecchiare in gabbia. Non mangiava nemmeno più [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho tre cani meravigliosi, Giotto, Jackie e Ricky, l’ultimo è il mio vecchietto, 14 anni e mezzo e non sentirli…Ricky l’ho preso al canile, aveva già 11 anni ed era stato abbandonato..</p>
<div id="attachment_1413" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-1413" title="Ricky" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2011/03/Ricky.jpg" alt="" width="400" height="278" /><p class="wp-caption-text">Ricky</p></div>
<p>Pur avendone già due e con mio marito che borbottava…non me la sono sentita di lasciarlo invecchiare in gabbia. Non mangiava nemmeno più dalla disperazione, dopo pochi mesi a casa con noi si era già ambientato, correva felice e la voglia di vivere…non ne parliamo.</p>
<p>Certo gli acciacchi non mancavano, cuore messo malino, occhi malconci, parecchio sordo, una bella ciste sul dorso inoperabile…ma dopotutto la vecchiaia è comune a TUTTI.</p>
<p>Dopo due anni Ricky non camminava più.</p>
<p>Il Dott. Offer Zeira lo visita e diagnostica un’ernia sul midollo che preme e schiaccia la spina dorsale… Che fare??????????????</p>
<p>Il Dottor Zeira esegue tutti gli esami, scava a fondo sulle cause, mi consiglia e mi assiste.</p>
<p>Ma che fare con un cane di 14 anni, anche abbastanza malconcio, che magari non supera l’anestesia, che magari dopo l’operazione potrebbe comunque non camminare più perché non si può mai sapere come reagisce la spina dorsale, il midollo, ma anche l’umore e l’energia di un ultra ottantenne????</p>
<p>Il Dottor Zeira in questo dilemma amletico non mi lascia mai sola, mi spiega CON ASSOLUTA PRECISIONE E TECNICISMI, tutto quello che potrebbe succedere, senza operarlo, operandolo e nel post operatorio</p>
<p>Ma va anche oltre, quando gli chiedo un consiglio personale sul CHE FARE??</p>
<p>Magari lo opero e lo faccio soffrire per un mio accanimento..oppure non lo opero, ma lo condanno alla paralisi assoluta e quindi all’eutanasia??</p>
<p>Il mio veterinario fa decidere me, ma dietro mia richiesta e senza essere invasivo mi fornisce anche il suo parere personale…:</p>
<p>“<em>Ricky è vecchio e un po’ malconcio, ma raramente ho visto un cane così anziano che avesse ancora una voglia di vivere così intensa, forte, schiacciante”…</em></p>
<p>E’ vero!! Anche quando non riesce a camminare e vede gli altri miei due che giocano vorrebbe andare anche lui, ancora correre nei prati, sotto un bel cielo blu…</p>
<p>Basta ho deciso: l’11 Gennaio fissata l’operazione, ovviamente perfetta e il Dott. mi dice<em>…”non mi stupirei se tornasse a correre..o quasi”</em></p>
<p>Sono perplessa da questa sua affermazione, ma mi fido, mi fido come sempre della sua assoluta bravura e professionalità.</p>
<p>Inizia la seconda fase…che è ancora più complicata..</p>
<p>Devo portare tutti i giorni Ricky alla clinica di Sordio per fisioterapia e cure post operatorie.</p>
<p>Tutti i giorni portarlo e tutte le sere dopo il lavoro andare a prenderlo, di notte dorme poco, pochissimo, abbaia (forse perché ha male) e non riesce a fare i bisogni da solo, devo imparare ad usare il sospensore per aiutarlo a camminare, mi fa dormire solo poche ore, in certi momenti psicologicamente crollo.</p>
<p>Penso sempre alle parole del Dott. Zeira: <em>“l’operazione è andata bene, adesso dipende da lui”</em>, ma evidentemente anche da me!”.</p>
<p>Lo tengo accanto al mio letto di notte e vedendomi e sentendomi..un po’ si calma..</p>
<p>La fisioterapia continua per due settimane, viene curato anche il cuore, i miglioramenti si vedono ogni giorno che passa, sino a quando la Dott.ssa Giuliano mi dice: basta! Adesso è pronto per tornare alla sua quotidianità!</p>
<p>Il tempo passa e giorno dopo giorno, Ricky migliora, cammina sempre un po’ storto, ma va da solo, ha voglia di giocare, di stare sul prato, di mangiare, di stare con noi..DI VIVERE!!!</p>
<p>Questa storia è stata scritta per ringraziare il Dott. Offer Zeira e il suo staff per essere unico e diverso, diverso da tutti i veterinari (e credetemi sono tanti) che mi è capitato di incontrare e di dover “frequentare” per curare i miei AMATI compagni di vita canini.</p>
<p>GRAZIE  E GRAZIE SOPRATTUTTO DA RICKY!!!!!!!!!!!!!!!!</p>
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		<title>Orazio</title>
		<link>http://www.ospedalesanmichele.it/orazio.html</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Dec 2010 23:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>

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		<description><![CDATA[11 novembre 2010 Orazio è stato investito su una statale molto trafficata il giorno 04.11.2010. Grazie Caterina per esserti fermata ed averlo soccorso! Da allora è ricoverato in clinica. Diagnosi: trauma cranico e frattura di ulna e radio. E&#8217; stato ricucito in testa e sedato poichè il primo giorno ha avuto crisi convulsive. Per i [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1350" title="Il cane Orazio" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/12/003.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p><strong>11 novembre 2010</strong></p>
<p>Orazio è stato investito su una statale molto trafficata il giorno 04.11.2010.<br />
Grazie Caterina per esserti fermata ed averlo soccorso!</p>
<p>Da allora è ricoverato in clinica.<br />
Diagnosi: trauma cranico e frattura di ulna e radio.<br />
E&#8217; stato ricucito in testa e sedato poichè il primo giorno ha avuto crisi convulsive. Per i primi 3 giorni è rimasto in stato catatonico ovvero sdraiato immobile senza muoversi. Poi ha lentamente iniziato a tirare su la testa ed infine a sedersi per poi mettersi sulle zampe.</p>
<p>Orazio è ancora debilitato, disidratato e un pò ipotermico. Le sue condizioni generali sono pessime e ciò non è dovuto solo all&#8217;incidente ma probabilmente ad una vita di stenti per settimane. Orazio mangia con appetito ma ciò non basta.<br />
In clinica è sotto flebo ed antidolorifici. Si cerca di stabilizzarlo.</p>
<p>Non appena il suo stato generale lo consentirà sarà messo in anestesia per effettuare una risonanza magnetica. Questo esame consentirà di verificare lo stato del plesso brachiale (i nervi che sorreggono la zampa) da una prima visita ortopedica infatti vi è il sospetto che questo sia irrimediabilmente danneggiato. In quel caso non ha senso procedere con una operazione di osteosintesi ( &#8220;rimettere insieme le ossa&#8221;) ma rimane solo la via dell&#8217;amputazione dell&#8217;arto.</p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/12/002.jpg" rel="lightbox[1349]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1351" title="Orazio" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/12/002.jpg" alt="" width="232" /></a></td>
<td><a href="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/12/010.jpg" rel="lightbox[1349]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1352" title="Orazio" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/12/010.jpg" alt="" width="232" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>16 novembre 2010</strong></p>
<p>I nervi erano irrimediabilmente danneggiati. Non è restato che procedere con l&#8217;amputazione dell&#8217;arto. L&#8217;intervento è ben riuscito ed Orazio ha superato bene il post-operatorio. Sta relativamente bene ma soprattutto non è più un cane psicologicamente devastato.<br />
In clinica è stato lasciato libero nello stanzone delle degenze dove i suoi due amici lo hanno molto aiutato.<br />
Ha acquistato fiducia nei bipedi. Oggi l&#8217;ho potuto accarezzare e baciare senza che lui si mettesse a tremare o indietreggiasse. Le infusioni gli hanno fatto molto bene: è sempre uno stecchino ma per lo meno non è più disidratato.<br />
Mangia volentieri. Non vuole essere messo al guinzaglio ed ha il terrore del mondo esterno. Comprensibile dopo tutto ciò che ha passato!<br />
Ora deve rimanere in clinica ancora qualche giorno per rimettersi ancora un pò in sesto ed per curare la ferita.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1353" title="Orazio" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/12/11.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<table border="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/12/01.jpg" rel="lightbox[1349]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1354" title="Orazio" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/12/01.jpg" alt="" width="232" /></a></td>
<td><a href="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/12/03.jpg" rel="lightbox[1349]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1355" title="Orazio 5" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/12/03.jpg" alt="" width="232" /></a></td>
</tr>
</tbody>
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		<title>Angelo di nome e di fatto</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 16:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici, la maggior parte di voi sa che in linea di massima cerco di evitare l’uso della rete per divulgare notizie clamorose. Questa volta mi sento il dovere di raccontarvi una storia straordinaria per 2 motivi principali: perché in 25 anni di lavoro con i cani non ho mai visto una cosa del genere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici, la maggior parte di voi sa che in linea di massima cerco di evitare l’uso della rete per divulgare notizie clamorose.</p>
<p>Questa volta mi sento il dovere di raccontarvi una storia straordinaria per 2 motivi principali: perché in 25 anni di lavoro con i cani non ho mai visto una cosa del genere e perché credo che tutti voi, come amici fedeli dei cani, avete il diritto di conoscerla.</p>
<p>Angelo è un cane meticcio, maschio, nero focato, sui 20kg, che come tanti altri cani di nessuno, è arrivato dall’estremo sud grazie al buon cuore di alcune persone.</p>
<div id="attachment_1221" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1221" title="Angelo" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/10/angelo.jpg" alt="" width="500" height="486" /><p class="wp-caption-text">Angelo paralizzato</p></div>
<p>Completamento paralizzato agli arti posteriori per un’ernia discale di vecchia data, Angelo è stato visitato <a target="_blank" class="altri_link" href="http://youtu.be/cUxzlCNfAiU">(vedi video)</a>, successivamente operato e sottoposto a fisioterapia. Per mia sorpresa, molto lentamente e fra mille difficoltà (è molto diffidente, teme gli uomini e tende ad aggredirli), Angelo ha ripreso a camminare <a target="_blank" class="altri_link" href="http://youtu.be/X4DWzLr_mTM">(vedi video)</a>. Ma non è questa la parte più interessante.</p>
<p>Durante il suo ricovero, ormai capace di camminare, Angelo tendeva a mantenere la distanza da altri nostri pazienti.</p>
<p>Un giorno è stato portato da noi Simba, un Golden Retriever, maschio di circa 6 anni, in stato epilettico. Questi pazienti presentano una crisi epilettica continua che, se non bloccate rapidamente, spesso finisce con la morte. Dopo un periodo iniziale, in cui Simba veniva tenuto sotto profonda sedazione per calmare la crisi, abbiamo iniziato a riportarlo lentamente allo stato cosciente.</p>
<p>Una mattina, per la nostra sorpresa, abbiamo trovato Angelo, ormai libero per le stanze dei medici, sdraiato accanto a Simba, annusandolo. Ma le sorprese non sono finite qui.</p>
<p>Nelle prossime ore e poi giorni, abbiamo notato come Angelo inizia ad abbaiare e piangere poco prima di ogni crisi epilettica di Simba (poco controllate nonostante i molti farmaci che assumeva). Li faceva da monitor vivente, quando iniziava ad abbaiare sapevamo di dover correre da Simba per iniettarli il sedativo. Così Angelo, il trovatello paralizzato, davanti ai nostri occhi increduli, è diventato il guardiano di Simba, il cane semi-incosciente.</p>
<p>Dopo qualche giorno, vista la nostra impossibilita di aiutare Simba, abbiamo deciso di mettere fine alla sua agonia. Quando ci siamo avvicinati per iniettare l’anestetico, Angelo ci ha fissato con uno sguardo piuttosto minaccioso. Dopo qualche tentativo siamo riusciti nella nostra triste e ingrata missione e Simba ha cessato di soffrire. Non sappiamo cosa passava nella testa di Angelo in quei momenti ma certamente lui capiva che il suo amico stava per essere portato via. Con una mossa decisa ha messo la sua zampa su quella di Simba, come fanno i cani che si arrabbiano quando cerchi di portarli via un osso. In quel momento un nostro collega ha scattato la foto in basso.</p>
<div id="attachment_1151" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1151" title="Angelo di nome e di fatto" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/10/Angelo_di_nome_e_di_fatto.jpg" alt="" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">Angelo di nome e di fatto</p></div>
<p>I giorni seguenti Angelo è rimasto sdraiato sul pavimento allo stesso punto dove giaceva prima Simba.<br />
Davanti a questi incredibili eventi, I proprietari di Simba hanno deciso di adottare Angelo.<br />
Tutto qui. Questa volta, contro ogni probabilità, un cane paralizzato di nessuno è tornato a camminare e trovato la sua famiglia.<br />
Divulgate questa storia. Per tutti quei cani di nessuno.</p>
<p style="text-align: center;">
<iframe width="480" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/9yfe4vrVhD8?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: right;"><em>Dr. Offer Zeira</em></p>
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		<title>Rudolph</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 15:45:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono quasi le 22.30 quanto venerdi&#8217; scorso (5 marzo), presso Alitalia Cargo dell&#8217;aeroporto di Venezia mi consegnano un mucchiettino di ossa, tutto orecchie. E&#8217; Rudolph, 7 kg di cucciolo, appena arrivato dalla Romania. Ha le zampe posteriori paralizzate. Abbandonato, malnutrito, con le zampe posteriori paralizzate, e&#8217; sopravvissuto alle aggressioni di altri randagi. Visibilmente molto spaventato, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sono quasi le 22.30 quanto venerdi&#8217; scorso (5 marzo), presso Alitalia Cargo dell&#8217;aeroporto di Venezia mi consegnano un mucchiettino di ossa, tutto orecchie.<br />
E&#8217; Rudolph, 7 kg di cucciolo, appena arrivato dalla Romania.<br />
Ha le zampe posteriori paralizzate.<br />
Abbandonato, malnutrito, con le zampe posteriori paralizzate, e&#8217; sopravvissuto alle aggressioni di altri randagi.</p>
<div id="attachment_483" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-483" title="rudolph" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/05/rudolph.jpg" alt="" width="450" height="487" /><p class="wp-caption-text">Rudolph, con le zampe posteriori paralizzate</p></div>
<p>Visibilmente molto spaventato, tremante e diffidente, accenna un timido ringhio poiche&#8217; non vuole essere toccato, è stato soccorso dall&#8217;associazione di Bucarest che collabora con Lamento Rumeno Onlus.</p>
<p>Arriviamo alla clinica San Marco di Padova; malgrado i primi istanti di paura, il piccolo e&#8217; buonissimo e si lascia visitare.<br />
Le zampine sono molto compromesse; i risultati della TAC saranno decisivi per valutare quante possibilita&#8217; di riuscita ci sono.<br />
E&#8217; quasi mezzanotte: Rudolph riceve finalmente il cibo che mangia con gran appetito.</p>
<p>Successivamente ha ricevuto assistenza da una famiglia che lo ha ospitato per breve tempo prima di arrivare in Italia per essere poi trasferito presso l&#8217;ospedale del Dott. Offer Zeira.</p>
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		<title>Bossolo</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 19:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Bossolo è un Pitbullotto che vien dalla Campania (non campagna); è salito al nostro centro perché trovato semi paralizzato dietro ad un muretto da una ragazza campana. Il cane era spaventatissimo&#8230;bucherellato; in effetti da subito si è capito che era stato impallinato e si pensava che nella fuga fosse stato investito&#8230;sicchè è arrivato a &#8220;La [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Bossolo è un Pitbullotto che vien dalla Campania (non campagna); è salito al nostro centro perché trovato semi paralizzato dietro ad un muretto da una ragazza campana. Il cane era spaventatissimo&#8230;bucherellato; in effetti da subito si è capito che era stato impallinato e si pensava che nella fuga fosse stato investito&#8230;sicchè è arrivato a &#8220;La Maggiolina&#8221; grazie ad una splendida staffetta di solidarietà.(&#8230;lo sconforto deve ancora venire!!!).</p>
<div id="attachment_636" class="wp-caption aligncenter" style="width: 488px"><img class="size-full wp-image-636" title="bossolo1" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/06/bossolo1.jpg" alt="" width="478" height="420" /><p class="wp-caption-text">A Napoli dopo il ritrovamento! Paralisi e tutto il resto</p></div>
<p>Da subito si nota che i calli da trascinamento di &#8220;Bossoletto&#8221; non sono recenti; si deduce che la paralisi è cosa vecchia: 4 &#8211; 6 mesi o più&#8230; Gli hanno sparato da paralizzato!!! E fin qui&#8230;hanno &#8220;solo&#8221; cercato di farlo fuori con un bel colpo assestato&#8230;non è così&#8230;ora, scrivendo, mi vengono le lacrime agli occhi: da alcune radiografie fatte al suo arrivo è risultato che Bossolo non è stato bersaglio di una &#8220;sola&#8221; fucilata, ma di 3 o 4 con pallini e armi diverse: fucile da caccia a munizioni spezzate (pallini), minimo 2 da 20/30 metri di distanza, fucile ad aria compressa (flobert), altro fucile con munizione non definibile con la sola immagine radiografica. Ecco qua, Bossolo si è trasformato in un piccolo tirassegno vivente che non ha potuto nemmeno scappare, &#8220;Vigliacchi&#8221;!!!</p>
<div id="attachment_637" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-637" title="bossolo2" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/06/bossolo2.jpg" alt="" width="500" height="375" /><p class="wp-caption-text">La mappa della &quot;piombatura&quot;</p></div>
<p>Ma perché &#8220;questo scemo&#8221; continua a dare bacini a tutti e a volere veramente un mucchio di coccole, fiducioso e sereno???!!! Abbiamo portato Bossolo presso l’Ospedale Veterinario San Michele di Tavazzano con Villavesco (LO) dove è stata eseguita una Risonanza Magnetica (difficile vista la piombatura del soggetto)&#8230; abbiamo scoperto che Bossoletto aveva solo una &#8220;banalissima ernia del disco&#8221; (L3 – L4) che, non essendo stata presa in tempo, ha provocato una mielomalacia ascendente e discendente (cioè: morte parziale del midollo spinale!!). Per salvare il salvabile il Dott. Offer Zeira e la sua equipe lo hanno operato; Bossolo recupererà un pò di motilità con molta pazienza, &#8220;fisioterapia&#8221; e piscina; il carrellino sarà per lui indispensabile.</p>
<div id="attachment_638" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-638" title="bossolo3" src="http://www.ospedalesanmichele.it/wp-content/uploads/2010/06/bossolo3.jpg" alt="" width="500" height="380" /><p class="wp-caption-text">A distanza di un mese - Dopo l’intervento il lungo cammino verso la riabilitazione e... Non vi illudete: la stazione quadrupedale è stata raggiunta ma non la deambulazione senza assistenza...indi, per ora, urge il carrellino!!!</p></div>
<p style="text-align: right;"><em>Silvia &amp; tutto lo Staff del Centro Cinofilo &#8220;La Maggiolina&#8221; <br />
Besana in Brianza (MB)</em></p>
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