Tra le affezioni del ginocchio di pertinenza ortopedica, la rottura del legamento crociato craniale (LCA) è sicuramente una delle più frequenti. Il mantenimento della stabilità articolare è sostenuto da diversi legamenti (legamento capsulare, legamento collaterale laterale, legamento collaterale mediale, legamento crociato craniale, legamento crociato caudale ed i menischi). Il LCA è una struttura fibro-elastica a sede intrarticolare con il compito di mantenere la stabilità articolare soprattutto contro i movimenti caudo-craniali della tibia sul femore; da qui la sintomatologia così acuta di un paziente affetto da rottura di LCA, ad ogni carico ponderale il femore tenderà a traslare in posizione craniale (davanti) rispetto alla tibia provocando stiramento della capsula ed infiammazione acuta.

Rottura del legamento crociato anteriore
L’eziologia (causa scatenante) è nella stragrande maggioranza dei casi di ordine traumatico, raramente di ordine patologico a carico del legamento stesso.
La diagnosi è semplicemente clinica, eseguendo dei test manuali (test del cassetto), proiezioni radiografiche possono essere utili per diagnosticare malformazioni anatomiche dei segmenti articolari (vedi angolazioni anomale del piatto tibiale), difetti che precludono una tecnica a favore di un’altra.
La terapia è di ordine chirurgico (nelle rotture complete o sub totali), qualora ci fosse una distensione del legamento o una parziale rottura ma con buona stabilità dell’articolazione è possibile, temporaneamente, agire per via conservativa rinforzando la muscolatura e disinfiammando le strutture sottoposte a stress.
Come molte lesioni ortopediche, anche questa necessità un periodo postoperatorio della durata di 30-40 giorni, in cui si deve fondamentalmente riposare ed essere sottoposti ad una riabilitazione fisioterapica.


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