Igiene Orale
Per “igiene orale” si intende non solo l’ablazione del tartaro dentario e tutte le operazioni necessarie a ripristinare il normale stato della bocca, denti e gengive praticate dal veterinario, ma anche tutti gli accorgimenti e le manualità che possono essere attuate dal proprietario onde mantenere sano il più a lungo possibile il cavo orale del proprio animale. Per mantenere i denti e le gengive sane è fondamentale evitare che si depositino placca e tartaro sui denti e soprattutto che quest’ultimo non debba andare a infiammare le gengive e infiltrarsi al di sotto di esse.

Quando ciò accade si creano tasche gengivali, piorree, retrazioni gengivali con esposizione dell’osso ed è a quel punto che inizia tutta una concatenazione di eventi che porta, non solo in ultima analisi alla perdita degli elementi dentari, ma anche, molto prima, ad una autointossicazione, un assorbimento di batteri che vanno in circolo e che possono pregiudicare, in alcuni casi anche gravemente, la salute dell’animale. Per potere capire il perché e la portata del problema non bisogna soffermarsi alla gengivite visibile all’esterno dell’arcata dentaria, ma tenere conto che il dente è totalmente circondato da gengiva, i denti sono tanti e quando un numero elevato di denti è affetto da problemi parodontali la superficie di tessuto infetta diventa rilevante, paragonabile quasi ad un’infezione che colpisca un polso. Ma riprendendo il discorso dove l’abbiamo lasciato, in natura sia il cane che il gatto, afferrano il pezzo di carne (o parti della preda) con gli incisivi e i canini e, trattenendolo a terra con gli arti anteriori, cercano di strapparlo verso l’alto. Oppure, usando i molari e i premolari (in particolare i denti carnassiali o ferini), cercano di lacerare il pezzo “masticandolo”, grazie alla particolare conformazione a “lama” dei denti e l’intersecazione “a forbice” degli stessi. Usando i denti in questo modo, si ottiene il duplice effetto di mantenere i legamenti che uniscono i denti all’osso ben saldi e i denti e le gengive puliti per detersione della placca di tipo “meccanico”. Difficilmente un cane o un gatto che vive in un appartamento avranno occasione di nutrirsi in questo modo, a meno che non si sia dei “naturalisti” convinti e si accetti l’idea di avere in giro per la casa pezzi di ossa o muscoli mezzo masticati. Questa pratica è quindi ottima, estremamente gratificante sia per il cane che per il gatto, ma a patto che vivano all’aperto e che vengano abituati a ricevere ogni tanto pezzi di carne cruda, meglio se ricca di legamenti, dai 3 mesi di età in su. E per i nostri animaletti di casa? Per quanto il sistema migliore in assoluto sia l’uso dello spazzolino e del dentifricio per animali (che non causa problemi anche se ingerito), essendo un “semi-naturalista” non consiglio di applicarlo se non quando non ci sono già dei problemi che giustifichino una pratica molto impegnativa per il proprietario e poco tollerata dall’animale. Per dovere, in quanto a volte è assolutamente necessario, darò delle indicazioni in merito: innanzitutto l’animale deve essere abituato sia allo spazzolino che al dentifricio, quindi l’approccio deve essere graduale, difficilmente si riesce subito a pulire tutti i denti. Si inizia dai canini e dai premolari superiori o inferiori di un lato, facendo assaggiare il dentifricio, che comunque viene usato in piccola quantità perché l’azione principale di detersione della placca è quella meccanica dello spazzolino, ponendosi di lato all’animale e dietro di esso, in maniera da non spaventarlo “affrontandolo” con lo spazzolino in mano. Quindi, se si tratta di un gatto, può essere messo in grembo con la schiena rivolta verso il nostro stomaco. Se si tratta di un cane di piccola taglia è meglio metterlo sopra un tavolo. Se si tratta invece di un cane di grossa taglia, bisogna inginocchiarsi accanto a lui. A questo punto bisogna sollevare il labbro, scoprire i canini e massaggiare delicatamente tutta la superficie dentale. Lo spazzolino deve essere usato facendo in modo che le setole partano dalla gengiva e vadano verso l’estremità libera del dente, quindi, come si dice, “dal rosso al bianco”, con movimenti rotatori del polso, mai trasversalmente alla superficie del dente o dal “bianco al rosso”, perché le setole potrebbero “spingere” la placca al di sotto della gengiva e/o tra un dente e l’altro.
Appoggiando le setole sulle gengive, come punto di partenza della rotazione, si ottiene anche l’effetto di massaggiarle. Per capire i punti dove si deve insistere un po’ di più, occorre sapere che la placca si “mineralizza” maggiormente e si trasforma in tartaro dove sboccano le ghiandole salivari (perché la saliva è ricca di sali minerali) e quindi soprattutto a livello dei premolari superiori. Un altro punto in cui si produce facilmente tartaro è alla base dei canini, sia superiori che inferiori, perché, non alimentandosi come un animale “selvatico”, la placca non viene praticamente mai allontanata meccanicamente. Un altro accorgimento: ogni animale mastica preferibilmente su di un solo lato, basta quindi osservare il lato della bocca dove tende a formarsi maggiormente la placca, dove i denti appaiono più “gialli”, quello è il lato dove si deve insistere di più, perché la masticazione stessa del cibo ha già l’effetto di rimuovere la placca. In alcuni casi, soprattutto dopo un intervento di detartrasi con gengivite, oppure nei casi di gengiviti croniche, può essere necessario effettuare l’operazione una volta al giorno, anche per lunghi periodi, associando un’alimentazione morbida o, nei casi meno gravi, alimenti preconfezionati secchi con formulazioni particolari, contenenti enzimi in grado di rallentare la formazione della placca.
Ritornando a metodi meno “traumatizzanti”, il trucco per mantenere i denti puliti è sfruttare le caratteristiche di detersione meccanica di alcuni cibi. Se l’animale viene alimentato con alimentazione cosiddetta “casalinga”, basta aggiungere nella dieta dei grossi pezzi di pane secco (nel cane, perché solitamente il gatto non li degna di uno sguardo) oppure dare dei pezzi di carne cotta più grossolani. Se invece viene usata una dieta preconfezionata, per non alterarne la composizione, si possono usare dei mangimi appositamente studiati che, essendo composti da crocchette di maggiori dimensioni, costringono l’animale a masticare più a lungo. Si possono usare le crocchette di quel tipo anche come premio e quindi non somministrarle esclusivamente come cibo; oppure, sempre come premio usare delle barrette apposite. L’importante è far sì che, più volte al giorno, l’animale domestico debba adoperare i denti, se non come l’animale selvatico, nella maniera che più si avvicina all’uso che ne farebbe allo stato naturale, sfruttando cioè l’azione meccanica di detersione della placca del cibo stesso.
Clinica Vet. Via Emilia, Via Emilia 22, Sordio (LO)