Odontoiatria

Patologie parodontali

Le parodontopatie sono le patologie che colpiscono i tessuti circostanti il dente. Sono per la maggior parte causate dalla infiammazione delle gengive ad opera della placca batterica e del tartaro dentario che da sopragengivale diventa sottogengivale, “infiltrandosi” al di sotto delle gengive stesse. La gengiva è un tessuto che potrebbe essere paragonato a una guarnizione: quando è sana isola la parte del dente usata nella masticazione del cibo da quella a contatto con l’osso (non visibile normalmente). Se la gengiva si infiamma, perde la sua aderenza con il dente e quindi si forma una specie di tasca tutto intorno al dente detta tasca parodontale (foto 1). La tasca parodontale può peggiorare al punto da provocare infezioni alle strutture di sostegno del dente e quindi anche dell’osso con la comparsa di ascessi, aumento della mobilità e addirittura perdita del dente stesso. Questo è il motivo per cui anche la semplice comparsa di gengive arrossate, con presenza o meno di tartaro dentario, giustifica la scelta di far visitare il proprio animale ad un odontoiatra veterinario. La visita permette di adottare tutte le strategie o eventualmente le cure necessarie a prevenire il peggioramento di una situazione che potrebbe portare a delle conseguenze anche gravi, non solo alla bocca ma addirittura a tutto l’organismo per l’assorbimento a livello di gengive di batteri e tossine. La cura delle tasche parodontali si effettua tramite il courettage sottogengivale. Si misura prima la tasca con una sonda graduata (foto 2), poi si usa uno strumento manuale tagliente, detto courette (foto 3), che va ad asportare il tessuto gengivale malato ed infetto ed il tartaro sottogengivale. Perché il trattamento possa essere efficace, è necessario asportare, con pazienza certosina, tutta la parte di gengiva malata e tutto il tartaro sottogengivale, levigando la radice del dente. Si effettua poi un lavaggio, con soluzioni apposite (foto 4), per asportare anche il più piccolo frammento residuo ed infine si applica il cosiddetto “impacco gengivale”. In odontoiatria umana si usano diversi tipi di impacco come ad esempio paste auto indurenti applicate sulle gengive dei denti trattati e, più recentemente, impacchi in gel. Il primo tipo di impacco è praticamente inapplicabile in odontoiatria veterinaria perché c’è il rischio che l’animale debba rimuoverlo e ingerirlo, si applicano così dei gel che hanno la caratteristica di essere molto vischiosi (foto 5) e di avere una notevole muco adesività. Praticamente il gel si comporta un po’ come la placca batterica ma con, ovviamente, effetti completamente diversi. Il gel viene applicato all’interno della tasca e lasciato debordare all’esterno della gengiva (foto 6), ha la funzione di chiudere la tasca appena trattata e impedire così la penetrazione di placca, batteri e residui alimentari per il tempo sufficiente alla guarigione. Nell’arco di 7-14 giorni, la gengiva si disinfiamma e torna nuovamente ad aderire alla radice del dente. Generalmente il margine gengivale si ritrae e la profondità della tasca diminuisce. Questo non vuol dire che c’è una rigenerazione dei tessuti malati, ma si crea una condizione di stabilità. E’ importante sottolineare che in questo tipo di patologie, più che in altre del cavo orale, è di fondamentale importanza la collaborazione del proprietario nell’effettuare le cure post operatorie e, per evitare recidive, è necessario mantenere una buona igiene orale e programmare controlli periodici.

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