Ozono Terapia

Trattamento dell'Ernia Discale

L’ernia discale di grado medio-lieve (protusioni discali e ernie espulse non iperalgiche e non associate a perdita della sensibilità profonda ) possono essere risolte con tecniche di chirurgia microinvasiva e conservativa, con l’uso dell’ossigeno-ozono.

I modi di applicazione sono:

Infiltrazioni Paravertebrali: sono iniezioni di Ossigeno ozono a concentrazioni variabili (da 8-15 microgrammi per milliletro) eseguite nei muscoli paravertebrali corrispondente al distretto interessato dalla patologia . La quantità di gas iniettata dipende dalla mole del soggetto (da 5ml a 10ml) e si possono trattare anche più di una zona della colonna affetta da patologia discale.
L’ozono ha funzioni analgesiche, antinfiammatorie e miorilassanti. Esiste dimostrazione radiologica mediante TAC eseguite subito dopo l’infiltrazione che il gas arrivi in zona peridiscale confermando così il meccanismo d’azione sul conflitto disco-radicolare.
Questa metodica richiede pochi minuti ma necessita di almeno 8-10 sedute per ottenere la risoluzione del problema, la sintomatologia migliora però già dopo le prime sedute.

Iniezione paravertebrale sotto controllo TAC
Iniezione paravertebrale sotto controllo TAC

Infiltrazione Foraminale: sono infiltrazioni eseguite in regione intraforaminale sotto guida radiologica (TAC o Intensificatore di brillanza). Questa metodica sfrutta gli stessi principi delle altre con risultati quasi sovrapponibili.

Nucleolisi o Discolisi: sono infiltrazioni di ossigeno-ozono , ad elevata concentrazione e a quantità elevata variabile in base alla taglia del paziente e alle condizioni del disco intervertebrale, eseguite sotto guida radiologica (Tac o Intensificatore di brillanza) direttamente nel nucleo polposo del disco interessato dell’ernia. Con questa tecnica si sfruttano le proprietà dell’ozono di degradare i glicosaminoglicani che costituiscono il nucleo polposo riducendo quindi la pressione intradiscale. Questa tecnica richiede l’anestesia generale per ottenere l’assoluta immobilità del paziente , non vi sono tagli chirurgici e si raccomanda riposo e tranquillità per 2-3 giorni dopo l’intervento. In una seduta è possibile anche trattare più di una ernia. Nel 90% dei casi una solo applicazione risolta sufficiente per degradare il disco erniato raramente ci sono ernie particolarmente resistenti che richiedono a distanza un secondo trattamento. La terapia con discolisi generalmente si completa con infiltrazioni paravertebrali prima e dopo la discolisi in modo da agire sui processi metabolici responsabili del dolore e della degenerazione .

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