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Cinzia Stefanini |
Esperto del comportamento/Educatore Cinofilo |
In questo periodo è inoltre continuata la mia formazione anche pratica: ho iniziato a condurre dei corsi di educazione di base e a lavorare in due allevamenti: uno di golden retriever ed uno di pastori tedeschi. In questi allevamenti oltre a seguire le attività più prettamente pratiche come i parti, le stazioni di monta, l’addestramento al riporto in un caso e alla difesa nell’altro, la mia attenzione si è rivolta allo studio del comportamento e della mente del cane e soprattutto allo studio di cucciolate: il problema che ha attratto la mia curiosità è stato come fosse possibile interpretare la tipologia del carattere dei cani fin dalle prime ore di vita e come si potesse migliorare il carattere del cane attraverso esperienze precoci (l’ascolto dei rumori, la manipolazione, il gioco guidato e la sopportazione di minimi stress). Tale interesse mi era scaturito dalle lettura di Trumler e dai suoi studi sulle cucciolate di dingo . In questo periodo inoltre ho frequentato presso il centro cinofilo “Il Biancospino” degli stages con Mr David Appleby, sull’aggressività e le ansie da separazione, e con Ms Gwen Baley, sui cuccioli e sull’organizzazione dei canili inglesi. Mr Appleby è uno stimatissimo comportamentista inglese che ha risolto centinaia di casi di cani problematici e il contatto ravvicinato con questa figura carismatica mi ha spinto ulteriormente a cercar di indagare il comportamento canino e tutte le sue devianze. L’incontro che però, forse, mi ha colpito di più è stato quello con Ms Baley che in Inghilterra si è occupata dell’associazione BLUE CROSS per la difesa degli animali. La vista di filmati riguardanti queste strutture e della loro organizzazione e del lavoro ivi svolto ha dunque indirizzato la mia attenzione verso il mondo dei canili, che ahimè in Italia è a livelli medioevali rispetto ai paesi anglosassoni, ma soprattutto al recupero comportamentale dei cani ivi residenti. Era possibile migliorare la condizione, non solo fisica, dei canili custoditi in canile ? Ed uno studioso del comportamento canino cosa può fare a questo proposito ?
Ho, dunque, subito cercato un posto adatto per poter lavorare su questi temi e ho così scoperto il Rifugio della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Segrate diretto dalla sig.ra Laura Rossi. Ho ritenuto che per iniziare questo fosse l’ambiente ideale non solo perché la responsabile si è subito dimostrata favorevolmente disposta a questo genere di iniziative (e a volte a mettersi in discussione) ma anche perché in questo specifico rifugio sono già da tempo risolti problemi base di sopravvivenza. Attualmente collaboro oltre che con il rifugio di Arese dell’associazione Vita da Cani anche con il canile di Mariano Comense: per il primo sto conducendo un progetto per il miglioramento caratteriale dei cani di difficile adozione mentre per il secondo sto conducendo soprattutto un’attività di formazione, oltre che di risoluzione dei problemi più urgenti e pressanti. In queste strutture, inoltre, studiamo il carattere dei cani, compilando una scheda indicativa per i volontari ed i responsabili delle adozioni, cerchiamo di risolvere i problemi caratteriali maggiori e di smussare i lati troppo difficili del carattere; valutiamo, inoltre, le famiglie adottanti indirizzandole verso il cane che noi riteniamo più adatto e le seguiamo successivamente per aiutarle a risolvere i problemi che di volta in volta emergono nella convivenza con il loro nuovo cane, dato che spesso il cane viene restituito al canile perché evidenzia dei problemi che un comportamentalista o un addestratore possono risolvere con semplicità e molto rapidamente (piccole ansie da separazione, minzioni inappropriate, richiesta eccessiva di attenzione). Tutte queste attività sono rivolte a rendere più facilmente adottabili i cani e a trovare un mix perfetto (o almeno ottimale) fra i soggetti in canile e le famiglie adottanti. E’ stata da poco aperta un’oasi dove svolgiamo attività di gioco guidato, puppy class, classi di socializzazione e fra poco anche agility. Mi occupo, infatti, di questa disciplina oramai da circa quattro anni, dato che uno dei miei cani, aveva subito un forte stress da super – lavoro e aveva raggiunto oramai una forma di apatia: mediante l’agility e l’aiuto di una bravissima addestratrice abbiamo recuperato perfettamente il mio cane. Questa attività, che a differenza di tutte le altre è di apertura invece che di “chiusura e controllo”, può essere vista come un gioco divertente ma impegnativo che coinvolge attivamente cane (che si trova di fronte a delle scelte e quindi è chiamato a ragionare) ed il padrone (che deve trovare una magica armonia di conduzione del cane in modo da dare indicazioni corrette senza però pilotare rigidamente il cane). Potrebbe, dunque, a mio avviso, essere impiegata come uno strumento di recupero dei soggetti problematici e per rinsaldare il rapporto, a volte un po’ troppo complesso fra cane e padrone. I gatti mi hanno sempre affascinato ed ho cercato, fin da giovane di studiarne il comportamento, così diverso da quello dei cani per me più familiari Per tale motivo, accanto alla mia attività di osservazione del comportamento dei gatti di casa e di quelli di amici, per i quali svolgo per lungo tempo attività di cat sitter, nasce la mia formazione da autodidatta sul comportamento dei felini. E’ d’obbligo quindi citare le mie prime letture “il comportamento dei cani e dei gatti” dei coniugi Hart , “La mente del gatto” di Fogle e “Il gatto che chiedeva aiuto” di Dodman “La vita emotiva dei gatti” di Masson, “Cosa vogliono i gatti” di Bessant, “La vita segreta del gatto. La tribù della tigre” di Marshall Thomas , “Understanding cat behaviour” di Tabor, sono le mie letture di approfondimento sul comportamento del gatto Nello stesso periodo inizio la mia collaborazione con le persone che si occupavano di una colonia felina a Milano, coadiuvandole nella cattura e liberazione dei gatti sul territorio. Per quei soggetti non più liberabili, seguivo l’adozione ed intervenivo nel caso emergessero problemi di educazione o rieducazione comportamentale. Tale collaborazione prosegue per circa quattro anni Ricordo ancora una gattina di nome Margot molto spaventata e impaurita che per seri problemi seri di salute non poteva più essere liberata sul territorio. Subito dopo l’adozione da parte di persone che già avevano un gatto Margot ha iniziato a manifestare un’aggressività intraspecifica mai mostrata in passato nei confronti dei gatti della colonia in cui viveva. Dopo un lungo e faticoso lavoro di inserimento e di costruzione della fiducia nelle persone, lavoro durato quasi tre mesi, Margot ha iniziato ad adattarsi ed attualmente vive felice con la sua famiglia adottante. Per il rifugio di Arese svolgo un’attività di risoluzione di problemi educativi dei gatti ivi ospitati e, una volta dati in adozione, di problemi gestionali che di volta in volta possono emergere. I gatti che vengono ospitati in questa struttura spesso mostrano dei grossi disagi comportamentali dato che hanno subito gravi maltrattamenti oppure, al contrario, abituati ad ogni tipo di agi e di benessere negli appartamenti di Milano, vengono lasciati al gattile per problemi reali o presunti tali Svolgo tale attività di educazione/rieducazione dei gatti anche per l’associazione Mondo Gatto da circa un anno. Per questa associazione stiamo pensando ad attivare uno sportello a cui i proprietari di gatti possano rivolgersi nel momento in cui emergono i problemi educativi, prima, e con lo scopo, di evitare l’abbandono. Sarebbe importante attivare anche un servizio educativo a cui i proprietari (soprattutto quelli privi di esperienze pregresse) possano rivolgersi per impostare al meglio il rapporto con il loro nuovo amico miagolante

Clinica Vet. Via Emilia, Via Emilia 22, Sordio (LO)