Tomografia Computerizzata

Sala controllo TC
In radiologia la tomografia computerizzata, indicata con l’acronimo TC o CT (dall’inglese computed tomography), è una metodica diagnostica per immagini, che sfrutta radiazioni ionizzanti (raggi X) e consente di riprodurre sezioni (tomografia) corporee del paziente ed elaborazioni tridimensionali. Per la produzione delle immagini è necessario l’intervento di un elaboratore di dati (computerizzata). Sebbene la TC venga utilizzata prevalentemente per scansioni sul piano trasversale (ovvero assiale), può offrirsi anche a scansioni sui piani coronale (ovvero dorsale) e sagittale.
Metodica
L’immagine del corpo da studiare viene creata misurando l’attenuazione di un fascio di raggi X che attraversa tale corpo. Questa varia in modo proporzionale alla densità elettronica dei tessuti attraversati, cioè alla distribuzione spaziale degli elettroni nello strato corporeo in esame. Poiché le immagini prodotte sono di tipo digitale, il corpo studiato viene suddiviso in una serie discreta di elementi di volume (voxel), ai quali corrisponde un elemento unico d’immagine (pixel), seguente la scala dei grigi. Quanto più piccolo è il volume rappresentato da un singolo pixel tanto maggiore è la risoluzione spaziale. L’attenuazione è direttamente proporzionale alla densità elettronica dei tessuti presenti nel voxel: il suo valore è detto “densitometrico”. Un voxel con alta densità viene rappresentato con una gradazione di grigio più chiara. L’unità di misura della densità elettronica è l’UH (unità di Hounsfield – HU), la cui scala comprende 2001 diverse tonalità di grigio, dal nero al bianco. La densità dell’aria assume un valore di -1000 UH, l’acqua vale 0 HU e l’osso compatto vale +1000. Le dimensioni di una singola immagine sono normalmente di 512×512 pixel, per una profondità di 8 bit/pixel. La metodica TC consente risultati molto migliori della radiologia tradizionale, per quanto riguarda la differenziazione dei tessuti molli. Lo studio TC può essere migliorato dall’infusione di mezzo di contrasto endovenoso organo-iodato, che consente una migliore differenziazione di strutture con densità simile, o della stessa struttura in tempi diversi.

TC ad un leoncino
Come funziona
L’emettitore del fascio di raggi X ruota attorno al paziente ed il rivelatore, al lato opposto, raccoglie l’immagine di una sezione del paziente; il lettino del paziente scorre in modo molto preciso e determinabile all’interno di un tunnel di scansione, presentando a ogni giro una sezione diversa del corpo. Le sequenze di immagini, assieme alla informazioni dell’angolo di ripresa, sono elaborate da un computer, che presenta il risultato sul monitor. Tale risultato è costituito da una serie di sezioni contigue dello spessore reimpostato: l’insieme delle sezioni ricostruite costituiscono i dati inerenti il volume di scansione e possono essere elaborate in modo tridimensionale per produrre immagini tomografiche di qualsiasi altro piano spaziale (coronale e sagittale) o, in alternativa, per ottenere immagini tridimensionali o endoscopiche. Le immagini di partenza di tutte le sezioni vengono archiviate, una copia può essere copiata su un dischetto oppure inviata via e-mail a casa del proprietario. In passato le sezioni più importanti venivano stampate su pellicola, ma attualmente questo metodo viene lentamente abbandonato.

TC ad una tartaruga
Il tomografo di I generazione si basava sull’emissione di un fascio lineare di raggi X emesso da un tubo radiogeno in movimento di traslazione e di rotazione e rilevato da un detettore solidale nel movimento. Il tempo di esecuzione dello studio era dell’ordine dei minuti.
Nel tomografo di II generazione il fascio di raggi X ha una geometria a ventaglio di 20-30° connesso con un gruppo di 20-30 detettori: il tempo di esecuzione era ridotto a decine di secondi.
I tomografi di III generazione impiegano un fascio di raggi X a ventaglio di 30-50° che possono comprendere tutta la sezione corporea in esame, attraverso centinaia di detettori contrapposti, che compiono una rotazione completa attorno al paziente in 2-4 secondi. Alla successiva acquisizione, la rotazione avviene in senso inverso, in modo che i cavi di alimentazione ritornino nella posizione di partenza, senza attorcigliarsi. Tale metodica obbliga all’acquisizione di un solo strato per volta.
Nei tomografi a rotazione continua unidirezionale, il tubo radiogeno e i detettori sono montati su un anello rotante che si alimenta a “contatti striscianti”, senza più il problema dei cavi che si attorcigliano. Questa metodica consente l’acquisizione delle immagini in modo continuo: mentre il tavolo che porta il paziente si muove su un piano di scorrimento, i piani di scansione descrivono un’elica attorno al paziente, ottenendo una scansione “spirale”. I tomografi spiroidei più comuni compiono una rotazione in più o meno un secondo e consentono un’acquisizione completa di un volume corporeo in 40 secondi – un minuto. Nell’uomo questa avviene in un’unica apnea, riducendo gli artefatti di movimento del paziente.

TC ad una tigre
La TC agli animali
E’ un esame fondamentalmente simile a quello eseguito all’uomo. Tuttavia esistono alcune differenze piuttosto importanti. La prima sta nel fatto che per l’animale il controllo volontario della respirazione su ordine del radiologo è ovviamente impossibile. Questo è il motivo principale perché gli animali che devono essere sottoposti ad un esame TC, necessitano obbligatoriamente l’anestesia generale. Ne consegue un esame più impegnativo in quanto implica un monitoraggio costante del paziente. Un ulteriore differenza si identifica nelle strutture indagate. Occorre ricordare che la TC è stata sviluppata per indagare l’anatomia umana. Basta pensare che le dimensioni e la struttura della testa nella specie umana sono relativamente simili, mentre solo nella specie canina esiste una grande variabilità (dal Pincher nano al San bernardo). Un altro esempio: per indagare l’encefalo dell’uomo i raggi della TC devono attraversare uno strato sottile prima di incontrare l’osso del cranio e le ampie strutture nervose sottostanti. Viceversa nel cane i muscoli sovrastanti il cranio sono piuttosto sviluppati mentre le strutture intracraniche sono molto più piccole.
L’esame TC richiede molta esperienza e tanta pazienza, è di estrema importanza per molte patologie e può essere eseguito sulla maggior parte dei piccoli animali domestici, sugli animali esotici e su diversi tipi di animali selvatici. La nostra esperienza personale, ormai da più di 10 anni, include non solo il cane e il gatto, ma va dal Merlo indiano ai grossi rapaci, dalla piccola tartaruga di terra alle grosse iguane, dal criceto e il furetto alla tigre.


