I tumori o neoplasie è una classe di malattie caratterizzate da una incontrollata riproduzione di alcune cellule dell’organismo, che smettono di rispondere ai meccanismi fisiologici di controllo cellulare a seguito di danni al loro patrimonio genetico.
Nonostante il meccanismo generale di origine sia unico, possono manifestare una gamma molto vasta di evoluzioni e sintomatologie. In tutti però è costante un aumento del numero di cellule cancerose, dovuto alla maggiore velocità di riproduzione cellulare, per cui un maggior numero di cellule tumorali si moltiplica ed un minor numero di esse muore, mentre quelle che sopravvivono continuano a moltiplicarsi. Di solito la crescita di un tumore segue una legge geometrica: è molto lenta all’inizio, ma accelera all’aumentare della massa del tumore. La dimensione critica di un tumore è di circa 1 centimetro cubico: raggiunta tale dimensione il tumore inizia a crescere molto velocemente e a dare luogo ai primi sintomi, e diventa rilevabile con visite mediche e/o esami strumentali. Da cui nasce la grande importanza di una diagnosi precoce il più possibile. La realtà in campo veterinario è diversa dalla medicina umana. I nostri pazienti, purtroppo o per fortuna, non parlano e spesso i sintomi iniziali passano inosservati o peggio – ignorati o sottovalutati.
La grande velocità di riproduzione delle cellule cancerose le rende anche molto più vulnerabili alle radiazioni rispetto ai tessuti sani: questa debolezza viene sfruttata per curare molti tipi di tumore solido con la radioterapia (bombardamento con raggi gamma) nel tentativo di uccidere più cellule maligne possibile. La chemioterapia invece sfrutta la sensibilità specifica dei singoli tumori a determinate sostanze. Per ogni paziente può essere applicato un protocollo di uno o più farmaci.
Il termine tumore, che letteralmente significa tumefazione, è stato coniato sulla base dell’aspetto macroscopico della maggior parte dei tumori che si presentano molto frequentemente, ma non sempre, con una massa rilevante sul sito anatomico di origine.
Il termine neoplasia, che letteralmente significa nuova formazione, è sinonimo del precedente ma prende in considerazione, più che l’aspetto esteriore della massa, il contenuto cellulare della stessa che è costituito da cellule di “nuova formazione”.
Infine il termine cancro (granchio) è stato coniato sulla base dell’osservazione che le cellule neoplastiche nel corso della loro moltiplicazione formano propaggini che avvinghiano le cellule normali vicine e le distruggono, così come il crostaceo fa con le sue chele nei riguardi della preda.
L’oncologia veterinaria si occupa di studiare i tumori degli animali sotto l’aspetto eziopatogenetico, diagnostico e terapeutico.
Comportamento biologico: benignità e malignità
I tumori si suddividono in “benigni” e “maligni”. I tumori benigni sono costituiti da cellule che mantengono in parte le loro caratteristiche morfologiche e funzionali, pur esibendo autonomia moltiplicativa. Essi sono caratterizzati da un tipo di sviluppo detto espansivo, perché comprime i tessuti vicini senza distruggerli: i tumori benigni che originano dall’epitelio ghiandolare – adenomi, sono spesso avviluppati da una capsula di tessuto connettivo fibroso che li delimitano nettamente dai tessuti confinanti, coi quali assumono un rapporto di contiguità. Seguendo lo stesso concetto – i tumori benigni che originano dal tessuto mesenchimale si chiamano – fibromi, emangiomi, osteomi, ecc.
I tumori maligni sono invece costituiti da cellule che appaiono morfologicamente e funzionalmente diverse dalle corrispondenti normali. L’atipia morfologica, che è tanto maggiore quanto più indifferenziato è il tumore, si manifesta con mancanza di uniformità nella forma e nelle dimensioni delle cellule (polimorfismo) e degli organi cellulari, in particolare del nucleo, che è frequentemente ipercromico ed in fase mitotica. I tessuti vicini al tumore maligno vengono invariabilmente infiltrati e distrutti dalle cellule tumorali che si sostituiscono a quelle normali, fenomeno questo caratteristico della malignità e noto col termine “invasività neoplastica”. In tal modo i tumori maligni che originano dall’epitelio ghiandolare si definiscono – adenocarcinomi mentre quelli mesenchimali – fibrosarcomi, emangiosarcomi, osteosarcoma, tutti, purtroppo, frequenti nella realtà veterinaria. Un esempio molto frequente è l’adenocarcinoma mammario della cagna.
In alcuni casi, i tumori presentano un comportamento intermedio fra la malignità e la benignità – tumori “borderline” o risultano inclassificabili (tumori a comportamento biologico incerto). In questi casi, generalmente la frequenza delle metastasi è molto bassa e il decorso è lento.
La natura dei tumori e la loro estensione nell’organismo viene definita – stadiazione. Questa viene ottenuta mediante l’esame clinico, integrato a tecniche di diagnostica per immagini (ecografia, esami radiologici tradizionali o computerizzati (TC), scintigrafia con radioisotopi, risonanza magnetica e prelievi citologici – ago aspirato). In ogni caso, la conferma diagnostica della natura, del grado di malignità (grading) e dell’estensione dei tumori (staging) spetta all’anatomia patologica ed in particolare all’esame istologico dei tessuti.
L’infiltrazione delle cellule neoplastiche non si arresta di fronte alla parete dei vasi linfatici, dei capillari e delle venule che possono essere invase, con la conseguenza che le cellule tumorali raggiungono i linfonodi o il circolo saguigno dando inizio alla diffusione del tumore nel corpo – metastatasi. Un’altra caratteristica dei tumori maligni è la recidiva – la riformazione del tumore nel sito di origine dopo l’asportazione chirurgica.
I tumori maligni, infine, se non rimossi per tempo danno luogo alla cachessia – progressivo e rapido decadimento dell’organismo, che va incontro ad una notevole perdita di peso ed a fenomeni di apatia e astenia fino al decesso.


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Vi ringrazio per la completezza delle informazioni, rese accessibili a un pubblico addormentato e triste che vede l’evolversi della malattia negli atteggiamenti del suo caro amico. Già amputato, sottoposto a chemio e indagini ecografiche e radiologiche che non dicono nulla di rilevante, non ne puo’ piu’. Chiede solo di andarsene in pace e ora so come evitargli di
soffrire ancora