Cos’é il dolore?

La spiegazione del concetto di dolore in ambito medico è stata oggetto di numerosi dibattiti, ed è costantemente in evoluzione. La definizione attualmente accettata con il più ampio consenso descrive il dolore come “un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno”.

Il dolore pertanto va inteso non solo come una percezione mediata dai sensi, ma anche come lo stato psichico ed emotivo che si stabilisce durante tale percezione.

Anestesia e analgesia

Anestesia è un termine medico che indica contemporaneamente assenza di coscienza, abolizione del dolore, rilassamento muscolare e mancanza di ricordo. Quindi l’analgesia, intesa come la mancata percezione di uno stimolo doloroso, è parte fondamentale dell’anestesia.

Anestesia ed analgesia sono conseguite tramite la somministrazione di vari principi attivi, spesso combinati tra loro per potenziarne l’efficacia antalgica.

Quando è possibile prevedere l’isorgenza di uno stimolo doloroso, come nel caso di un intervento chirurgico programmato, il paziente viene protetto prima, durante e dopo l’insorgenza del dolore.

Purtroppo talvolta questo non è possibile, come nel caso di traumi o malattie che si manifestano con i sintomi stessi del dolore, e in questi casi l’obiettivo è di far cessare o minimizzare il disagio che viene percepito.

Un cane anestetizzato, sul letto operatorio

Perchè trattare il dolore?

I nostri animali domestici comunicano la sofferenza in tanti modi: con posizioni corporee e movimenti diversi dal solito o rimanendo immobili, rifiutando il cibo, vocalizzando, cambiando indole. E’ compito del medico veterinario valutare il dolore, parlando con il proprietario ed osservando il paziente, e stabilire qual’è la terapia più adeguata ad ogni diversa situazione.

Il dolore è una condizione eticamente non accettabile, e poiché abbiamo numerosi strumenti che ci permettono di trattarlo non c’è nessun valido motivo per trascurarlo. Il dolore deve essere trattato per consentire una convalescenza più veloce, un recupero libero da ansie e malessere, e il ritorno alla normale percezione sensibile presente prima del trauma/chirurgia.

La figura dell’anestesista veterinario, storicamente assente nel panorama della medicina veterinaria, è ormai riconosciuta come parte essenziale della clinica veterinaria, almeno in strutture di medie e grandi dimensioni.

Gli interventi chirurgici sui piccoli animali sono diventati progressivamente sempre più mirati e tecnicamente complessi, da qui l’esigenza di una figura professionale specialistica con conoscenze di anatomia, fisiologia, farmacologia, medicina e chirurgia, che consentono un approccio al paziente distinto ma nello stesso tempo complementare a quello del chirurgo.

Molteplici sono le responsabilità e i compiti di un anestesista veterinario:

  • valutare la condizione fisica dell’animale
  • decidere il miglior protocollo anestetico 
  • applicare e interpretare un adeguato monitoraggio
  • controllare il dolore perioperatorio utilizzando, se necessario, tecniche anestetiche loco-regionali
  • informare il proprietario in modo accurato ed equilibrato sui potenziali rischi legati al tipo di anestesia più indicata per il suo animale.
 

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