Raccontare una storia è sempre difficile, trovare le parole per iniziarla ancora di più. Comincerò dalle informazioni essenziali.

 

Akita con un tumore alla zampa destra

Il mio cane si chiama Akita è un incrocio di pastore belga ed ha quasi 15 anni che per la sua taglia è un’età di tutto rispetto.
L’udito ormai è un lontano ricordo, gli occhi sono velati a causa della cataratta e nel mese di ottobre siamo entrati nella Clinica Via Emilia del Dott. Offer Zeira per un tumore alla zampa destra. Una formazione che si era manifestata già quasi 2 anni fa ed asportata quando era grossa poco più di una pallina da golf. Proprio una pallina che faceva capolino tra il suo lungo pelo e che nel giro di pochi mesi si è ripresentata ad un ritmo di crescita rapidissimo fino a diventare talmente grosso da causare problemi a camminare e farci temere che lacerasse la pelle della zampa. Ma data l’età del cane, data la vascolarizzazione e la profondità della massa la dottoressa di Akita ha preferito indirizzarci verso la clinica di Sordio (LO), conosciuta e rinomata per l’utilizzo della microchirurgia anche con l’aiuto del laser.

Akita a casa, prima dell'intervento

Così per l’appuntamento ci siamo presentati venerdì 17 ottobre e dopo tutti gli accertamenti del caso, esami del sangue, elettrocardiogramma, esame citologico, siamo stati messi di fronte alla realtà. Se Akita non fosse stato operato avrebbe rischiato di non poter essere più operato e finire la sua vita male. Sono convinta che quando si decide di accogliere un cane gli si debbano offrire le condizioni migliori perchè fa parte della famiglia. Così non c’è stato molto da pensare, Akita andava operato e anche presto.
L’operazione l’abbiamo fissata per il lunedì successivo 20 ottobre. Sarebbe stata lunga, complicata, necessitava anche di una plastica ricostruttiva in quanto la massa era talmente grossa e l’asportazione richiede ampi margini attorno al tumore che una volta rimossa non ci sarebbe stata più pelle a sufficienza per ricucirlo, così ne andava preso un lembo dove era abbondante, sul fianco, sopra la spalla per ricoprire il “buco” lasciato dal tumore.
Ci siamo presentati in clinica al mattino, l’abbiamo consegnato nelle mani dei dottori con mille raccomandazioni e abbiamo aspettato, ingannando il tempo, girando a vuoto nei centri commerciali dei dintorni. Ore di attesa e di tensione fino a quando solo nel tardo pomeriggio è stato possibile vederlo, troppo addormentato dall’anestesia e dagli antidolorifici per capire che eravamo lì accanto a lui.
Il Dott. Offer ci ha spiegato di nuovo l’iter dell’operazione, mostrandoci addirittura le foto (dopo aver omesso con cura quelle più crude…meno male!). Ora Aki aveva una zampa nuova, con bel trapianto cutaneo che la rendeva un po’ speciale, ma il taglio arrivava fin quasi alla schiena e 150 punti ne testimoniavano la complessità. Dal referto isto-patologico la formazione di 15 cm rimossa risultava un’emangiopericitoma che rientra nella categoria dei sarcomi dei tessuti molli canini, tumori poco simpatici.

Akita a casa, dopo l'intervento

L’abbiamo riportato a casa, cercando di alleviare i dolori, un cuscino sotto la zampa per fare in modo che non si muovesse troppo durante il viaggio in macchina, durante la notte ci siamo dati il cambio a dormire accanto a lui, accarezzandolo, bloccandolo quando tentava dolorosamente di muoversi. Ogni guaito era un pugno nello stomaco e sentirlo lamentarsi era un crepa nel muro delle mie convinzioni di aver fatto la scelta giusta operandolo. Era giusto aver scelto di farlo soffrire? O non era forse meglio lasciarlo tranquillo senza operazione, anestesia, dolore, medicine. Ma già al mercoledì mattina mia mamma se l’è trovato in piedi accanto al letto perchè doveva uscire per i suoi bisogni. Barcollava, vacillava, sembrava un vitello appena nato, instabile sulle zampe cade e si rialza.
Ogni giorno è stato un miglioramento continuo e mi piace sempre raccontare che lui per riprendersi dall’operazione c’ha messo solo 2 giorni. Io ne ho impiegati 10. A forza di Maalox il mio stomaco si è ripreso dalla tensione accumulata. Direi che se l’è cavata meglio lui. Decisamente.

I primi passi già arzilli a pochi giorni dall'operazione

Aki che osserva perplesso i punti che se ne vanno

Akita alle prese con il laser

Le visite di controllo sono andate sempre bene, la fasciatura ogni volta diventava un pò più piccola e non c’è stato quasi mai bisogno del collare “elisabetta” (quasi, una sola volta di notte, forse a causa del laser usato per stimolare la cicatrizzazione si è tolto le bende).

Eccola, la zampa nuova, già collaudata per qualche corsetta.

Il lembo di pelle con il pelo nero era sul fianco, sopra la spalla.

E la mia domanda ha avuto risposta. Ricordate? Se fosse stata la scelta giusta farlo operare all’età di 15 anni. Ha risposto lui, a pochi giorni dall’operazione, una mattina nel campo vicino a casa quando ancora con le bende che gli fasciavano mezzo corpo ha tentato una corsa, un po’ in circolo come quando era “ragazzo”. Con le lacrime agli occhi ne ho riso, prendendolo anche un po’ in giro perchè correva tutto storto. Sì è stata la scelta giusta farlo operare.

Akita ormai guarita

E non ringrazieremo mai abbastanza il Dr. Offer Zeira e i medici che hanno permesso tutto questo.

Ancora grazie di cuore.

Manuela Anselmi con Akita e famiglia

L’ultimo saluto ad Akita (gennaio 2010)

Questa estate, a distanza di meno di un anno dall’operazione, il tumore si è nuovamente presentato più aggressivo di prima. Nel giro di qualche mese si è riformato fino ad assumere dimensioni ben peggiori di quando decidemmo di operarlo.
L’8 gennaio scorso, dopo aver procrastinato questa decisione a lungo, abbiamo posto fine alle sue sofferenze. Avevamo anche pensato di farlo operare di nuovo, ma la debolezza di Akita e il pensiero che tra 5/6 mesi ci saremmo trovati impotenti di nuovo davanti quella massa che cresceva inesorabile ci ha fatto dire “basta”.
Purtroppo il tumore aveva leso le sue capacità motorie, le ultime settimane zoppicava vistosamente e se anche lui tentava caparbiamente una corsetta purtroppo il peso, l’ingombro di quella massa lo costringeva a rallentare, inciampare, a volte a cadere a terra.
Diminuendo così drasticamente l’attività fisica anche i muscoli ne avevano risentito e il treno posteriore era diventato troppo debole per lui.
Ho finalmente trovato un momento per scriverLe, dott. Offer Zeira, per darle notizia di questo perchè comunque io e la mia famiglia ci tenevamo a ringraziarla sempre per aver donato ad Aki ancora un anno con noi. Un anno sempre pieno di emozioni, di piccole gioie che solo un cane anziano può donarti (quando anche solo riuscire a fare 3 scalini diventa un’impresa ogni momento assume un valore diverso).
E’ stato, ripeto, una decisione dolorosissima che ancora adesso ci getta nello sconforto al solo pensiero che avremmo potuto aspettare, qualche settimana, forse anche solo qualche giorno. Ma sarebbe stata una decisione fin troppo egoista.
Abbiamo avuto la fortuna di vivere con un essere speciale e grazie a Lei e al suo staff per averci permesso di vivere con lui anche solo un anno in più.

Manuela Anselmi e famiglia

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